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venerdì 5 settembre 2014

WhatsApp, non ci siamo (stronzo)

Egregio Mark Zuckerberg,
non vorrei entrare in un dibattito socio-eco-psico-pseudointellettuale in cui ti spiego, con la mia solita isteria, quanto Facebook abbia incentivato le persone disturbate a dare prova di psicopatia, scambiandosi Like su Faccialibro, invece che limonare.
Vorrei concentrarmi su un altro strumento di tortura che tu, il più giovane miliardario del mondo, hai promosso sedendoti al tavola della nostra (ex) dignità.
Ti scrivo per dirti che hai creato più panico tu con WhatsApp, che Spielberg con lo Squalo.

La novità che hai deciso di propinarci la sappiamo tutti.
Hai inaugurato la tripla spunta, che detta così sembrerebbe un taglio di capelli per eliminare quelle punte maledette che si aprono a ventaglio.
E invece no.
Si tratta della voce "Ha letto". 
Ovvero io mando un messaggio.
Non lo mando a caso, sia chiaro.
Lo mando quando il suo ultimo accesso è avvenuto circa un minuto prima. Ancora meglio se è online.
Scrivo e il mio iPhone5 -che dovrebbe farmi le coccole visto quanto l'ho pagato-, mi informa che lui sì, l'ha letto e come gli altri 346 messaggi nell'ultimo mese, l'ha ignorato.
Allora io, caro Zuckerberg, ti propongo delle altre migliorie per rendere la vita delle single e non, ancora più divertente, perché ammettiamolo. Tra il Consegnato della mail, il visualizzato di Facebook e ora il Letto di WhatsApp, non si può più far finta che il lui di turno non abbia visto, abbia erroneamente cancellato, sia morto prima di aver capito il nostro interesse.

Quindi, sadico di un rosso, adesso prendi appunti. Se devi umiliarci, fallo come Dio comanda.
1. Installa l'opzione Sta tristemente fissando la chat da un'ora...
2. Perché non una Siri consulente sentimentale che dia simpatici consigli agli uomini come: Ha cambiato l'immagine del profilo. Fa cagare non trovi? Non le scriverai mica vero? Ignorala, è una sfigata. 
Essere mollate da Siri sarebbe infinitamente meno peggio del: Sta scrivendo da circa un'ora che implica che noi ci immaginiamo una proposta imminente di convivenza, quando invece l'esito finale è un Sono gay.
3. Sta cosa che si può visualizzare il contenuto del messaggio in anteprima è sadica.
Cioè, uno legge il testo senza entrare in WhatsApp, risultando saggiamente non visualizzato.
Non puoi dare modo -Mark dei miei stivali- ad un maschio medio di ignorarci senza pagare le conseguenze!
4. Voglio l'opzione automatica Ho visualizzato certo, ma voglio che soffri. Perché sono uno stronzo.
5. Anche quella: Del tuo essere online mi interessa meno delle sorti delle alghe in Antartide, quindi è meglio se vai a fare shopping. 
6. Digitando su Google Amore Sadico, Amore Masochistico, Amore, sei una scema, dovrebbe venire fuori l'icona di WhatsApp.
7. L'unica arma che abbiamo contro le sempre più frequenti amnesie maschili, sono le foto delle conversazioni, che scattiamo e mandiamo alle amiche per avere dei pareri esterni diversi dal Non ti caga. Perché Marcolino non spifferi questa cosa con un messaggio che dice: MaryG. ha appena fatto una foto! Una foto! Adesso non potrai più ritrattare di aver detto che sei single quando invece hai una moglie fighissima e sette figli! Cambia versione, ORA!
8. Perché non avvisare quando si guarda la foto? Tipo. MaryG. è entrata nel tuo profilo, ha guardato la tua foto e si è attaccata alla tequila. 

Comunque devo dirtelo, davvero.
Sta roba che si possa vedere l'orario in cui ci si connette proprio non mi va giù.
Lo sai quante coppie hai fatto saltare Mark? Hai idea?
Pensa ad un uomo che scrive alla sua donna Buonanotte amore mio alle 23.05.
Poi al mattino lei si sveglia e vede Ultimo accesso ore 04.55.
Ora, so che alcune se le bevono proprio tutte, ma capirai che non è credibile pensare che lui sia andato a fare pipì col cellulare in mano. Meglio -e più veritiero- farsi film mentali sul malcapitato ad un festino circondato da 4 spogliarelliste brasiliane.
Capisci il dramma?
La frase Perché cazzo eri online è il tormentone della nostra generazione.
Hai fatto danni Mark.
Ora io direi che potresti prendere te, il tuo localizzatore, il tuo WhatsApp, il tuo giochino per spiare la vita degli altri trasformato in innocuo passatempo a forma di diario (a causa del quale ho rimandato la laurea per 2 anni, perché conoscevo di più la vita della mia vicina, che macroeconomia) e sparisci.
Ridacci i vecchi SMS dove si aveva sempre il dubbio che l'altro avesse il credito finito e non potesse proprio risponderci. O avesse dimenticato il telefono a casa. O il testo si fosse perso nell'Iperuranio.
Lasciaci le illusioni Mark, che qua abbiamo troppi dispositivi che ci confermano quanto siamo ignorate.
Grazie.


martedì 29 aprile 2014

WhatsApp, mi devi una relazione

Prendo un amore.
Uno un po' imperativo, categorico, un amore che spero mi urli Sono qui, sono io.
Prendo un amore così e lo unisco ad anni di ricerca di un amore così.
Di aspettativa. Di attesa. Di competizione. Di sudore.

Unisco questo amore che spero mi urli Sono qui, sono io e lo mescolo alle nuove tecnologie che dovrebbero aiutarmi, farmi capire, intuire, facilitarmi questa caccia all'oro.
Sono qui, sono io diventa grazie a questo miscuglio, una relazione perfetta.
No, ovviamente.

Perché se l'amore è eterno finchè dura, WhatsApp è eternopunto.

E così, con lo spirito di una maratoneta che sta per arrivare all'agognato traguardo, inizio una relazione virtuale 2.0 con il mio Sono qui, sono io.
Ma non è che la cosa sia proprio voluta.
Cioè.
Sono qui, sono io del nuovo millennio non telefonano.
Si fanno i piani telefonici da 19.90 euro al mese, con 500 minuti di chiamate incluse, che manco stessero per decidere al telefono le sorti della Kamchakta, ma non mi telefonano. In compenso hanno 1GB di Internet e stanno tutto il giorno su Facebook.

I vari Sono qui, sono io amano incondizionatamente WhatsApp.
E si dividono in due macro categorie.
Gli annoiati cronici.
"Ciao come stai?"
"Bene grazie tu?"
"Giornata così così"
"Cosa succede?"
"Mah niente"
Fine.
Sempre un mucchio di emozioni.
Siccome chattano anche con la madre in cucina, hanno perso totalmente la capacità di flirtare.
E non dicono un cazzo. Che se avessero ancora gli SMS pre abbonamento, quelli per capirci che costavano 10 centesimi caduno, vedi che queste boiate di certo se le risparmiavano.

Poi ci sono quelli, che se si può, sono anche peggio.
Gli allupati perenni.
"Cosa hai addosso?"
"Un maxi dress di H&M."
"Mmm. Mi eccito. Tirati fuori un capezzolo e inizia a leccartelo"
"Sono davanti al maxi frigo del supermercato. Vuoi che inizi anche a fare Muuu, ritardato?"


Tra queste due colonne portanti di testosterone, se ne aggiungono altre, non meno inquietanti.
Ho conosciuto uomini che si svegliano alle 3 di notte per collegarsi a WhatsApp per mostrare alle ragazze con cui stanno uscendo di essere in giro a far festa, innescando appositamente la loro gelosia, e la conseguente rottura di coglioni biblica.

Ho conosciuto molti Sono qui, sono io che fanno i poeti con il culo di Shakespeare.  Quella frase, intercambiabile, che leggo sperando che si riferisca a me, e mai, porca troia, si riferisce a me.
"Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni". 
-Io, con tutta la cellulite che ho, sono fatta d'acqua, altro che di sogni-. 
E via alle illusioni che quel cuscinetto adiposo sia una costellazione schiantatasi per caso sul mio gluteo sinistro.
O quella frase che dice:" Evviva, il Milan ha vinto!" e io penso abbia sempre un altro significato, più inconscio e nascosto, come se volesse urlare: "Stasera mettiti una lingerie arrapante, che sei mia. Ah scusa. Non solo stasera. Sarai mia per sempre, baby".
Ecco. Le farsi equivoche(cosa avete mangiato, la squadra che tifate, il colore della vostra cravatta) no, per favore, che ad illudermi ci metto un attimo.

Ho conosciuto degli Sono qui, sono io che digitano. Digitano da ore. Io sono lì, appesa tra la vita e la morte, agognante di essere invitata a cena e loro sono in sta scrivendo... da 10 minuti. I maschi dovrebbero sapere che la quantità di aspettative che creano in quei 10 minuti, può essere paragonata solo a quella di Raperonzolo di poter uscire dalla torre.
E non è che dopo quei cazzo di 10 minuti arrivi una dichiarazione d'amore. Neanche un sonetto. Una poesia? Una canzone? Un trailer romantico come a dire Ehi baby, stasera cinema? No. 10 minuti per scrivere Sono in riunione, ti chiamo domani. Eccerto. La tua riunione è con Obama e dura 24 ore! Cosa discutete, della pace del mondo?

Ho conosciuto una moltitudine di Sono qui, sono io online. Online per ore.
Ecco. L'online invece è il più grande dispensatore di insicurezza femminile della terra.
Innanzitutto, uomo, sei online e non mi stai scrivendo. Quindi stai chattando con un'altra.
Ci sarà un girone infernale creato apposta per te, scellerato bastardo.
E poco importa se lui sta prenotando via WhatsApp una ceretta all'inguine. Se è online e non mi scrive, gatta ci cova.

Non meno paranoico è il Sono qui, sono io che non chatta da 12 ore. In 12 ore io posso attraversare l'Italia in treno. E tu, uomo, vuoi dirmi che in 12 ore non hai scritto a nessuno, non ti sei mai collegato, non ti sei nemmeno palesato a tua nonna?
Ovviamente la verità è sotto gli occhi di tutti.
Sei a letto. Con una bionda. Tettona. 54 chilogrammi. Classe 93. Con le All Star. E il polpaccio magro.
E' ovvio, stronzo.

Tralascio la spiegazione di cosa avvenga nel cervello di una donna-me stessa, in primis,- quando vede il Visualizzato alle ore 12.03 e sono solo le 17.49, e ovviamente il Sono qui, sono io non si è degnato di rispondere, perchè si sa. Il maschio moderno è impegnatissimo.
Vorrei dire a questo Sono qui, sono io, che può levarsi dalle balle, perché non solo mi crea ansie continue, ma di uno così me ne faccio meno di una coccola post coito.

Ricapitolando: la tecnologia non mi sta aiutando, e mi trovo ad avere più paranoie di una quindicenne davanti ad un nuovo brufolo, il giorno del suo primo limone.
Chiamate, maschi chiamate.
Un ciao come stai, volevo sentirti, è sano, ci piace, non crea disagio e ve la diamo più volentieri.
Please.


martedì 8 aprile 2014

Confessioni di una SocialPsycho

Facebook è un social-suicide.
Ecco l'ho detto.

E' uno strumento che si basa sulla morbosa voglia di sapere se gli altri hanno una vita più figa della tua. Il che accade, nella maggior parte dei casi.
Ma finché si tratta della compagna delle medie che non vedi da un decennio, tuttobbene.
Tua coetanea, sposata con un surfista superdotato di Oakland, ingravidata dopo 18 minuti dal primo bacio, un bambino con i ricci biondi, e come se non bastasse, questo Lui le fa pure dichiarazioni d'amore Social, ogni 5,3 minuti esatti.
Ma fottecazzo.
Siamo donne. Abbiamo superato momenti peggiori.
Ma con l'ex le cose si complicano.
Come i cerchi di grano sembrano essere creati per un allineamento casuale della Luna in Marte, io cerco informazioni dei miei ex come se non fossi ben consapevole di quello che mi aspetta.
E' finita l'era in cui pranzavo con il mio ConfiPene (amico maschio, stranamente eterosessuale, con il quale piuttosto che scoparci, va benissimo ricevere da Gesù un brufolo in fronte), a discutere di paturnie e cercare di farmi spifferare i segreti di questi uomini che si sono permessi di essere degli ex.
Ci sarà un girone infernale apposito per voi, stronzi merdosi.
Facebook ora è diventato il mio ConfiPene 2.0.

L'altra sera ero con le mie amiche, e tra un vodka-merda alla fragola, e un doppio Wisky-che-fa-fighissimo abbiamo controllato il profilo di un SocialPisello che ha incrociato anni addietro il mio cammino.
A parte che ha eliminato la pancia.
A parte che si è tolto gli occhiali.
A parte che finalmente ha un taglio di capelli che lo fa vagamente assomigliare a Robbie Williams e non più a uno dei Boyzone anni '90.
A parte tutto questo, è uguale a quando uscivamo insieme.
Se non fosse che ora, si fa accompagnare da una strappona che pesa al massimo 52 chili per 1.80 cm.
Ho avuto il sentore, per la prima volta dopo enne anni, che forse la nostra storia fosse davvero finita. Forse.


Ma questa nuova tizia sa che lui non si lavava mai i piedi prima di venire a letto?
Ha mai capito che non la lecca da combattimento?
E' consapevole dei rumori che produce il suo stomaco dopo che ha mangiato un kebab? Tutto quel casino per un singolo kebab. Roba da principianti.
Io si. La nostra era una vera intimità.
E qui, con le mie ConfiSorelle abbiamo fatto una pensata.

Che vogliamo una app.
Se ne hanno inventato una in grado di monitorare il ciclo mestruale, perché non ce ne può essere una che documenti con chi effettivamente stiamo uscendo?
Immagino di condividere la foto del tizio che mi sta scaldando il cuore, e la tecnologia mi dice se la sua faccia è già presente nel database.
In quel caso mi appariranno tutti i commenti di coloro che ci sono uscite prima di me.
"Si carino ma ha l'alito che puzza"
"Questo è un gladiatore. Se non fosse che ha le tette"
"Dico solo 4 parole. Sopracciglia-ali-di-gabbiano"
"Mi ha rapito il cane mentre ero in bagno"
"Spero che muoia di morte brutta perché ha detto che sono isterica. E non solo in pre mestru"
Robe così.
Ecco. Se sei fighissimo il web ti premierà.
E noi saremo felici che il nostro nuovo Lui abbia avuto 8 punti su 10.
Su Tripadvisor questo significa un hotel pulito, una colazione gustosa e un cambio giornaliero delle lenzuola. Per un uomo è pressochè identico. E allora ci verrà voglia di dirgli. Mo' te la do.

La tecnologia è in grado di dirmi il nome della via nella quale mi trovo, e non può aiutarmi nella scelta del partner perfetto?
Cosa pensa? Che siamo in grado di decidere da sole?
Ma siamo impazziti?

Vorrei dire agli uomini con cui sono uscita durante i lunghi anni di Università milanese che si, spio i loro profili. State sereni e fatevene una ragione che se non vi ho mandato un killer a casa finora, non lo faccio più. Manosulcuore.
E' mio diritto verificare che non vi siate brutalmente suicidati con l'acido, dopo di me.
Il fatto che io goda come un pony in fase riproduttiva della vostra ultima debacle amorosa e sull'imminente licenziamento senza TFR, è un effetto secondario. Puntoebbasta.

Si sono pazza. Ma se il web me lo permette, non ci vedo nulla di male.
E ditemi voi, SocialFemmene, non avete mai guardato il profilo del partner o di un ex?
Non siete mai state protagoniste di un SocialDramma?
Non avete mai spiato quante amicizie femminili ha aggiunto quel fatidico sabato sera in cui era a cena dai nonni?
Non avete mai sbirciato i suoi messaggi privati?
Io si. Serena, proprio.
Fatemi causa.