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mercoledì 17 dicembre 2014

Quando SEXY non fa rima con TAGLIA

La prima volta che mi spogliai davanti ad un uomo, ero completamente ubriaca.
Avevo in corpo circa dieci shottini di tequila, cosa che mi diede una certa disinibizione.
Ricordo che lo stronzo manco aveva spento le luci e nella stanza eravamo in tre. Io, lui e la mia ritenzione idrica. 
Ricordo anche, che un po' per i fluidi alcolici nel sangue, un po' perché il mio mantra è sempre stato Fottecazzo, mi tolsi il mio intimo di H&M da 19.90 euro, con una serenità da santone indiano.
Risi un sacco quando i jeans si bloccarono sui fianchi. Anche quando mi mise una mano sui miei botticelliani cuscinetti. Che poi dico botticelliani perché SeiLargaComeUnTavolino, non sta bene.
La prima volta andò così.
Benedetta fu, la tequila.
Considerato che lui si mostrò molto contento e molto prodigo alle lusinghe, capii all'istante che esisteva, da sempre, una pesantezza sull'argomento sesso, veramente fastidiosa.

Negli anni ho conosciuto donne bellissime, piene di fisime quando arrivava l'ora di spogliarsi. Ed ho conosciuto uomini che lamentavano il problema dell'andare a letto con donne troppo paranoiche.
No non mi giro, che si vedono tutti i Big Tasty che ho mangiato il mese scorso.
Non indosso il tanga che c'ho il culone.
Le autoreggenti, manco per sogno, che l'effetto salame è assicurato.
I bustini? Cosa sono i bustini?
Se rido durante il sesso penserà che io sia posseduta.
Se mi alzo nuda, senza un pigiama, un piumone e un asciugamano da barca intorno alla patonza, vedrà le mie cicce ballonzolare.

Ora, amiche, lasciatemi dire una cosa.

IO PORTO UNA 48 OTTIMISTA.
E il fatto che sia alta 1 metro e 82 non mi salva dal girone infernale di quelle che ogni volta che si mettono a dieta salutano i grassi saturi come se salutassero il fidanzato che sta per partire per l'Afghanistan.
Le minigonne le ho abbandonate in terza media e l'ombelico fuori, solo in spiaggia con un minimo di 54 gradi.
Detto ciò.
Se un uomo viene a letto con me, sa che non si sta per scopare Kate Moss. Sono stata anche con dei Neanderthal, ma mi pare che siano arrivati al concetto anche loro.
Mi spiegate che tipo di problemi vi fate?
Mi spiegate perché pensate di non essere sexy?
Mi spiegate cosa caspita è sta ossessione per i chili di troppo?
Mi spiegate perché un uomo che decide di fare sesso con voi dovrebbe trovarvi poco attraenti?



Donne vi prego, divertitevi. Divertiamoci. 
Trattiamo il nostro corpo come qualcosa di fantastico che tra vent'anni, potrebbe non esserlo più.
Facciamoci toccare, annusare, gustare, assaporare da questi uomini che in quel preciso momento vogliono solo noi, fregandocene se non siamo perfette, perché se loro avessero voluto la perfezione, adesso non starebbero spogliando noi, ma la vicina di casa strappona che si nutre unicamente di the verde dal 1999.
Pensiamo al bello del sesso, alla magia del momento, alla passione.

Pensiamo a mani che toccano fianchi morbidi. A quanta soddisfazione ci possa essere nell'abbracciare qualcuno che non si ha paura di spezzare.
Avete incontrato un demente a cui non piacete? E da quando è un problema vostro?
E questo non ha nulla a che vedere con la taglia che indossate. La sensualità non è una questione di centimetri, ma di atteggiamento. Ho visto donne banali trasformarsi in femme fatale solo con un'occhiata, e sosie di Brigitte Bardot insicure, nascoste in angoli bui di discoteche, a controllare ogni 5 minuti lo stato del proprio rossetto.

La sensualità non è un vestito troppo scollato, è una risata che sala dal petto, inaspettata e piena.
Divertitevi. Divertiamoci. 
Con noi stesse, con il nostro corpo, con la nostra sessualità, che a 60 anni penseremo a tutte le mani che non ci hanno toccato, quando le nostre tette stavano ancora dignitosamente su.
Siate sicure di voi stesse, non per la taglia che indossate, ma per le vostre idee, per i libri che leggete, per le persone che ogni giorno decidete di essere, per tutte le volte che dite No, ad un uomo che si è permesso di trattarvi di merda.
Ve lo dice una che è assolutamente convinta di essere sexy. E nessun numero sulla bilancia, mi convincerà mai del contrario.
Che non significa incentivare dei comportamenti alimentari dannosi, o dire curvy è figo, normopeso è morte brutta.
No. Io cerco di promuovere il concetto dell'accettazione del proprio corpo, alto, basso, muscoloso o molliccio, sodo o prosperoso, che non riguarda se per cena avete mangiato un bisonte o un'insalata.
Impariamo a continuare a volerci bene anche se i pantaloni non si chiudono più. Impariamo a ridere del nostro fisico, dei suoi cuscinetti bastardi, della cellulite e dei mille difetti che non ci sono, ma che vediamo sempre, come nemici che non se ne vanno mai.
Amiamoci perché siamo fottutamente belle.

"Il sex-appeal è al cinquanta per cento quello che hai e al cinquanta per cento quello che gli altri pensano che tu abbia. "
- Sophia Loren -



lunedì 30 giugno 2014

I dolori della giovane dieta

Padre perdonami perché ho molto peccato.
Ho mangiato in 3 giorni il quantitativo calorico che assume un esercito di Viet Cong dopo un mese di trincea.
Nell'ordine:
Circa 28 tapas di varie tipologie.
Con il salmone e la salsa verde fosforescente. Con la salsa verde fosforescente e i gamberetti. Con i gamberetti e la salsiccia spagnola. Con la salsiccia spagnola e i peperoni fritti. Con i peperoni fritti e il ripieno che boh. Con il ripieno che boh, immerso in un sugo rosso e patate.
Patate fritte, patatas bravas, patate e calamari. Calamari fritti, alla piastra, al burro e alla griglia (per i sensi di colpa).

Sensi di colpa abilmente annegati in litri di sangria, birra e Coca Light (poca).
Sono stata a dieta venerdì dalle 14 alle 15,30. E dalle 21.30 alle 22.00.
Anche sabato sono stata eccellente. Per 20 minuti di fila. Poi ho ceduto all'ennesimo KFC. Che non è esattamente rappresentativo della cucina spagnola, ma io al pollo fritto non so resistere.
E poi i dolci.
Mangio la crema catalana alla sagra di Bovolenta in provincia di Padova e vuoi che non la assaggi a Barcellona?
Sono tornata a casa con una pancia da quarto mese di gravidanza.
Alla domanda: "Che cosa aspetti?" ero pronta a rispondere: "Di trovare Starbucks".
Ieri sono atterrata in Italia. Che se l'aereo fosse stato in avarìa potevo atterrare di culo e non mi sarei fatta niente.
Non ho avuto coraggio di pesarmi, e non ce lo avrò per i prossimi 3 mesi.

Quindi da oggi dieta. Via di pollo alla piastra, verdure merdose e tanta insalata. Poca frutta e zero gelati. Manco al limone.
Severa come un gendarme russo.
Al solo pensiero vorrei farla finita.  Morta grassa e felice, apparentemente incinta di una cucciolata di Alani Arlecchino.

Io alle diete ormai sono rassegnata.
Da circa cinque anni peso come un toro da combattimento e posso dire di averle fatte tutte.

1. Dukan. Una figata. Dimagrisci un casino. Ti alleggerisci e perdi peso come l'Italia perde i mondiali.
Si dimentica di dirti, Mr Dukan, che alla fine di questa agonia di proteine (perché attenzione è bandito praticamente tutto tranne leccare le cuciture del divano), avrai perso sì, un botto di chili, ma in tempi flash ne avrai riacquistati tutti + 2.
In compenso avrai comprato il libro ufficiale della dieta, il libro ufficiale delle ricette (perché effettivamente prova tu a mangiare per colazione, pranzo e cena solo proteine), il libro ufficiale della fase 1 e della fase 2.
Alla fine non avrai mantenuto il peso perso, ma potrai tranquillamente fondare una biblioteca.

2. Dieta a zona. Preparatevi a portarvi in ufficio una borsa gigante con dentro una bilancia.
Dovrete pesare tutto e calcolare in che misura consumare carbo+prote+grassi buonissimi.
E' la dieta di chi ha tanta pazienza. Ovviamente non fa per me.
Al quarto giorno di Calcola nella app quanti grammi di hamburger puoi ingurgitare, ho miseramente mollato.

3. La dieta mediterranea. E' quella in assoluto più completa e bilanciata e blablabla.
E' anche facilissima. A pranzo pasta condita come vuoi tu.
Tranne che con i sughi. Vietati il pesto, la carbonara, l'amatriciana, il ragù, i formaggi.
Grazie al cazzo che dimagrisci.
Puoi spalmarci su del buonissimo pomodoro o un filo (un filo perdio!!) di olio. E non più di 80 grammi.
Che 80 grammi non glieli darei da mangiare manco al mio cane. Povera bestia.
Alla sera della carne o del pesce o delle uova + verdure. Ci tengono tutti a dirti che di insalata puoi mangiarne quanta ne vuoi. E' illimitatissima.
Poi al sesto giorno si scordano di consigliarti uno sgabello alto e della corda, possibilmente corta.

4. Tisanoreica. Detta anche dieta che ti fa dimagrire anche -e soprattutto- nelle finanze.
Costa un patrimonio e per un mese oltre alle proteine, sono altamente consigliati i prodotti specifici firmati Gianluca Mesch, l'ideatore.
Puoi scegliere tra spuntini al cioccolato che non sanno di cioccolato, oppure optare per i piatti pronti buoni come il cartone pressato, il tutto da integrare con un decotto depurativo a soli 27 euro e rotti e, se si è avventurosi, si può comprare dallo shop online ufficiale una confezione di pennette o di riso per il modico prezzo di 17 dollari e 50.
A questa cifra devono mandarmi a casa anche George Clooney a imboccarmi. 
Prima che la banca ti pignori la casa, inizierai a mangiare la tua ottima pasta Barilla e riprende quello che hai perso. I chili, non i soldi, of course.

5. La dieta delle banane. Che io pensavo fosse una bufala del web, e invece esiste davvero.
Non l'ho ancora provata, ma il mio grado di disperazione mi sta convincendo.
A colazione mangi una banana. O anche più di una. Puoi effettivamente sfondarti di banane fino a che  non ti calerai dal lampadario e ti farai chiamare Cita.
A pranzo e a cena sei liberissimo. Via alle proteine, ai carboidrati, ai grassi saturi come se fossi un carcerato alle prese con il suo ultimo pranzo.
Gli alcolici sono consentiti, ma con moderazione. 
Bere alcolici con moderazione è come dire che sì, puoi aprire un sacchetto di patatine fritte, ma no, non ne puoi addentare più di 3. Eccheccazzo. O me lo fai fare, o me lo vieti.
Mica sono una persona matura che sa gestire le mezze misure.
Quindi in poche parole cambi solo la colazione, per il resto sei libero come un cervo a primavera.
In conclusione, mi sembra una minchiata, ma vi terrò aggiornati.

Da oggi, lunedì -l'unico in giorno in cui è legale iniziare una dieta-, riprenderò quello che ho mollato nel 1998, nel 2001, nel 2002, nel 2004, nel 2007, nel 2010, nel 2011, 2012, 2013.
Tornerò a mangiare con moderazione e proverò a convincermi che magro è bello e avere il peso di un
T-Rex è brutto.
E che sta volta dio me la mandi buona.
Altrimenti inizierò a prendere in considerazione la motosega, o la vasca di piranha.
Ah, dimenticavo.
Io prima di iniziare le diete avevo un culo di dimensioni abbastanza umane.
Morite stronzi ideatori di diete. Morite.


venerdì 4 aprile 2014

Caro bikini, sei uno stronzo.

Caro costume da bagno,
ci risiamo.
Io e te, te e io.
Una storia d'ammore demmerda.

Ti ho provato ieri. Mi sei capitato, e io ti ho provato.
Perché è primavera. Perché in effetti l'inverno quest'anno, manco a pagarlo, che si sia palesato.
Ho passato i mesi che vanno da ottobre a gennaio a non capire se mettermi a dieta o tirare fuori il piumino da sci.
Ho optato per le mezze maniche, e mi sono tenuta la fame tipicamente invernale. Niente di nuovo.

Tu, bikini, devi spiegarmi perché ogni anno rimpicciolisci.
Sono lì, che già ti guardo con diffidenza. Già preferirei indossare un burqa lungo fino al dito mignolo del piede, e invece me tocca pure scoprirmi.
Adesso spiegami perché porcavaccatirimpicciolisci. E sia chiaro, perchè ti conosco, mascherina.
Non sono io che sono ingrassata. Sei tu che sei diventato sempre più mignon, per una sorta di fenomeno alla Benjamin Button. L'anno prossimo vestirai 0-12 anni, me la sento.

E così, ogni 12 mesi avviene questa strana magia. Un po' più di chiappa fuori, ogni anno che passa. La tetta destra che scappa, ed è incontenibile. Chissà dove cazzo vorrà andare, così, da sola.
Sei talmente basso, costume da 29.90 euro, che tra poco arriverai ad altezza ginocchia, lasciandomi libera la patonza.
E soprattutto i fianchi. Sui miei fianchi, già da questo mese, posso contare tutti i Crispy McBacon mangiati sul divano, quando ancora faceva buio alle 4 del pomeriggio. Li vedo. Sono lì, che mi salutano e sembrano dirmi: "Ti ricordi di noi?".
Certo che mi ricordo. Avete dato delle soddisfazioni, ma ora dobbiamo dirci addio.
Come due amanti che si salutano da un treno in partenza. Grassi saturi, non ci vedremo per un pò.
Ma sappiate che vi ho tanto amato.


Ho capito perché si chiama prova costume.
Perché è la prova che dai a te stessa e ai testimoni, che ti sei sfondata di cibo come un orso in pre letargo.
Ora io non ho più una pancia normale. No. Ho la pancia che avrebbe mamma T-Rex in attesa di sei cuccioli.
Quindi caro costume, io e te dobbiamo trovare una soluzione.
Perché qui la situazione inizia a farsi imbarazzante.
Capisco che una donna intelligente possa evitare la spiaggia e passare 3 settimane di ferie sulle Alpi, in uno chalet isolato, vestendosi solo di pelli di lupo.
Ci sta eh. Però me pare una cagata.

Quindi ti scrivo per farti un appello.
Diventa più grande, fai sto sforzo. Ti fanno di materiali intelligenti, vedi di aggiornarti.
Io ad esempio, i costumi interi li adoro. Li trovo tremendamente sexy. Se ci fossero anche di colori che non sembrino usciti dall'armadio della mia bisnonna sarei contenta il doppio.
Amico costume. Io non chiedo tanto. Ti vorrei solo:

1. Un pelo contenitivo. Se faccio il bagno e tu mi diventi aderente e si vedono tutti i barattoli di Pringles che mi sono fatta prima di entrare in acqua, non è carino.

2. Tira su ste tette, per dio. Ormai anche Decathlon ha fatto il reggiseno che aiuta. E tu che fai?
Marcia indietro? Piantala con ste minchiate del no ferretto, no imbottitura, si oscenità a fascia. Non ho 15 anni. Mi serve un supporto nella vita, figuriamoci nelle tette.

3. Se riesci a tirarmi indietro la pancia, non c'è alcun motivo per cui tu non possa scolpirmi il culo. Vorrei un sedere da Jennifer Lopez. Ti pago anche 8 euri in più. Ma collabora, per favore.

4. Lo so. Esistono delle varianti al bikini. Sono aggiornatissima. Si chiamano qualcosa cosa tankini o fatkini. A parte che io una cosa che si chiama fatkini me la comprerò solo se vorrò tanto suicidarmi, e mi mancherà per un attimo il coraggio. Allora entrerò in un negozio il cui target sono le tedesche di 189 anni, chiederò un fatkini, andrò a casa con la mia corda grezza e la morte arriverà in breve tempo.
Ma a parte questo. Puoi fare dei modelli che abbiano in generale dei nomi accattivanti?
Tankini? E che è? Una salsa greca da mettere sul Gyros?

5. Perché della mia taglia, sei solo o nero o a pois? Che poi. Parliamo per un momento dei pois. A parte che nun se possono vedè. Ma poi, i cosiddetti pois, che sono effettivamente pois su una fanciulla normopeso, su di me si trasformano in segnali stradali. Mi manca una barra rossa diagonale e poi il divieto è assicurato. Pietà.

6. Le trasparenze. Adesso spiegami che senso balordo ha, che io esca dall'acqua e i presenti notino che no, la brasiliana non l'ho fatta manco sta estate, perché mi crea angoscia, dolore, e penso che sia inutile. Se voglio far vedere le mie grazie, vado in una spiaggia per nudisti, mi filmo e mi carico su Youporn, o condivido i miei seni su Instagram, come fanno le persone normali. La tecnologia e la natura mi offrono molti spunti per la mia vanità interiore. Tu, a questo scopo, sei inutile.
Copri e non rompere le balle.

7. Perché non mi fai un costume da donna con le sembianze di un costume maschile?
Tipo con dei pantaloncini lunghi fino al sotto ginocchia.
Già che ci siamo, evolviti in tuta da sub, e non se ne parli più.

Siccome sono molto offesa dal tuo volere essere ogni anno più piccolo, ho deciso che ti porto da Intimissimi, dove mi daranno un buono di ben 5 euri per un nuovo amico più collaborativo di te.
Inoltre ti laveranno a 200 gradi, ti tagliuzzeranno, e alla fine recicleranno solo quelle brutte spalline che hai, che non hanno sorretto manco i miei pensieri.
Così impari.
Sono vendicativa con chi mi fa sentire uno schifo.
Dovresti saperlo.
E poiché non mi hai dato un briciolo di soddisfazioni, spero che la tua fine sia lenta e dolorosa.
Tua ex amica.
Cinica, Isterica e Romantica (e forse, ma non sono sicura, ingrassata).


lunedì 17 febbraio 2014

Caro dio, sono a dieta ed è colpa tua

Caro dio,
ti espongo velocemente il problema, perché mi dicono che c'hai cazzi un po' più importanti dei miei, quindi non voglio rubarti troppo tempo.
Ti prego da quando sono piccola, e solo ora capisco che a volte ti ho scambiato per il genio della lampada. Mi scuso.
Comprendo dunque perchè non sia mai arrivato il pony, né tantomeno il pene perfetto per le mie esigenze. Chiesto ripetutamente e con una certa insistenza per anni di fila. Non sono sacrilega, sia chiaro, solo molto realistica.
Se esistesse Cupido pregherei lui, ma tu mi hai fatto ripetere che esisti solo tu, quindi i miei problemi sessuali te li becchi tutti. Mia mamma inizia ad avere un'età, non posso continuare a raccontarle tutto, sennò si agita e non mi dorme di notte.

Iniziamo dio con il parlare che la tua infinità bontà è distribuita di merda.
E questo lo deduco dalle amiche che TU mi hai fatto incontrare.

Ce ne sono di due categorie diverse: quelle che mangiano come bisonti in calore, e le riconosci subito. Ai buffet aziendali perdono completamente la dignità, ogni 2 ore hanno famina, e sono il terrore degli "All you can eat". Ti portano a mangiare nei posti più grassi della città, dove non esiste neanche l'opzione insalata (che se anche ci fosse, non sarebbe presa in considerazione).
Vengono a casa tua ed iniziano ad aprire le ante della credenza "Cazzo ma hai solo Pavesini?" "Sai com'è, peso come un elefante adulto."
Poi ci sono quelle che non toccano cibo. Fanno una vita demmerda ma sono anche fatti loro. Mai una soddisfazione culinaria. Sono quelle che al ristorante sono capaci di consumare una razione di cibo che tu non accetteresti manco sotto i bombardamenti.
E fino a qui nulla da eccepire se non fosse per il fatto che entrambe sono magre. Non un po' in carne, ma chissenefrega perché sono tutte tette, e le tette donano. No. Neanche un pelo curvy che in estate ti metti a fianco a loro e non fai proprio la figura di una che sta partecipando a " Extreme Makeover Diet Edition". No. M-a-g-r-e.
Magre che possono indossare qualunque cosa e non c'è l'ombra di pieghetta sulle maniglie laterali, o segni di cuscinetti adiposi, mannaggia a loro. Magre che possono azzardare il temutissimo connubio mini gonna e ballerine , senza sembrare rinoceronti con polpacci alla Maradona. Quelle del costume a fascia, per capirci. Io l'ultima volta che ho messo un costume a fascia  avevo le tette che arrivavano alla zona pelvica.
E qui inizio a tirare dei dii che neanche ti immagini, dio.
Perché io non appartengo a nessuna di queste 2 categorie, ma sono inserita in diverse altre.
Un po' come su Youporn. La stessa donna può appartenere a molte categorie differenti.
Ecco.

Il mio nome è tristemente archiviato in:
1) Ossa grandi (perché se c'avevo le ossa piccole, mica lo facevo sto casino)
2) Propensione a mangiare qualunque cosa che abbia più del 30% di grassi ogni 100 gr. Sono una di quelle che la Nutella non se la spalma sul pane. Per chi mi hai preso? Nutella e pizza, quello è il connubio vincente!
3) Sport? Che minchia è lo sport? La stessa voglia che ho io di fare sport, ce l'ha un maiale di diventare salsiccia.
4)  Pigrizia innata. La cosa più movimentata che faccio, è la lavatrice.

Ora. Ripeto che c'hai i tuoi cazzi. A Vladimir Luxuria prendono le generalità in Russia e Raffaella Fico dall'alto dalla sua raffinatezza, ha lanciato il calendario. Cazzi seri eh i tuoi, lo comprendo.
E non mi sarei presa il disturbo di invocarti se non fossi arrabbiata.

Perché dio, ho commesso l'ottavo peccato capitale.
Mi sono pesata quando ero di ottimo umore.
Io solitamente, odiando la tristezza, sono una di quelle che si pesa circa 2 volte l'anno. Così, per mantenere integro il sorriso.
Ieri, vedendo che i miei fianchi erano larghi come il lavandino del bagno, sono salita sulla bilancia.
Che manco pensavo di avercela, la bilancia.
Al massimo peso i pomodori, mica il mio culo.
E mentre ero lì, con faccia da babbea incredula, ho vissuto in prima persona le 5 fasi dell'elaborazione del lutto.
1) Fase della negazione. "Questa bilancia di merda è rotta. Ha assemblato il mio peso e quello della valigia . Quella grande eh. Quella che ho pesato prima di partire per 20 giorni negli States"
2) Fase della rabbia "Ma no porco cazzo! Porco porco cazzo! Che madonna ho mangiato? Una tribù di bambini dell'Indonesia? Ma dai! Non ti sembra di punirmi troppo, dio? Siamo spiritosi oggi?"
3) Fase della contrattazione o del patteggiamento "Va beh dai. Adesso inizio col tapis roulant. Giuro. Non mangerò più nulla fino a che non  sverrò e non morirò, e sulla mia lapide scriveranno che si, sono morta, ma morta da magra"
4) Fase della depressione "Cioè io sono effettivamente in carne, e nessuno mi si scoperà più. Cioè rimarrò sola. Emarginata. La gente mi fotograferà per strada scambiandomi per Godzilla. "
5) Fase dell'accettazione "Ok, le mie braccia sembrano quelle di un lottatore di sumo. Per dio, c'è gente che crepa ogni giorno per motivi peggiori. La disoccupazione giovanile è al 48%. E poi, guarda che tette!"

Ecco dio, tutto questo per incentivarti nella prossima vita a fare meglio.
Voglio rinascere magra, figa e disponibile, e cerca di mantenere questi tre elementi, perché se ne cavi anche solo uno, non hai capito un cazzo.
Per il momento inizierò la milleeduecentesima dieta, che fallirò, perché dio, dio bello, mi hai fatto affamata. Affamatissima. Il mio cane Gianni, dopo anni di canile è meno affamato di me.
E fai che non mi mangi anche lui, Gianni, che non si sa mai.

Ah, e grazie per avermi fatto auto ironica, in questa esistenza. Che sarò anche grassa. Ma abbastanza felice.

Ultima cosa. Se mi volevi magra, perché hai creato i fast food? Perché non hai indirizzato un'asteroide verso i ristoranti che prevedono più di due piatti di fritto? Sai quanto io ami il fritto. Mi friggerei anche i mobili, pur di leccare l'impanatura.

Che altro castigo prevedi per me? Un dietologo? Dimmelo subito che mi regolo.

In fede tua,
MaryG. Cicciona cinica, isterica e romantica.