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mercoledì 18 febbraio 2015

Lettera all'uomo sbagliato

Caro uomo sbagliato,
ti scrivo da Padova, una piccola città del nord est che avrei voluto lasciare se tu fossi venuto a prendermi.

So che come incipit non è esattamente quello giusto, insomma, cheppalle, un'altra donna che aspetta un uomo per dare senso alla propria vita.
E invece no.
Ti scrivo solo per farti sapere cosa ti sei perso.

Ti ho aspettato verso i sedici anni, un'età in cui avresti proprio dovuto vedermi.
Innanzitutto perché ero più magra e poi perché ero molto tenera. Me ne andavo in giro con convinzioni che sapevano di pietre miliari sulle spalle. Avevo una mia opinione su tutto, ma in particolare sull'amore. Che esprimevo con dolcezza, non con saccenza. Ti ho aspettato a quell'età perché a quell'età ognuno di noi ha il dovere di imparare l'educazione affettiva e il diritto di perdersi dietro ad albe che sorprendano gli innamorati abbracciati.
Io ho solo imparato a dire di no agli sconosciuti che mi offrivano caramelle e a vedere la casella del Vuoi metterti con me? sbarrata sul No.
Insomma. Ha fatto male. Avresti potuto esserci e salvarmi.



A vent'anni ho imparato a dire io di no. Quindi se vogliamo, hai fatto bene a starmi lontano.
Ero in una fase in cui era molto chiaro che avrei dovuto salvarmi da sola, con tutte gli aggettivi del 
caso, come Indipendente, Cazzuta, Forte, Disinibita, Divertente. 
Non te lo dirò mai quante volte, nel bilocale sui Navigli che dividevo con le amiche, ho pianto da sola, con i ricci affogati nel cuscino e una mano sulla bocca. Non te lo dirò, perché è giusto che non ti dia questa soddisfazione. Avresti potuto esserci e tenermi stretta, in quel mare di lacrime e promesse non mantenute.
Ma come dicevo, hai fatto bene a starmi lontano. Dovevo sperimentare, toccare, crescere, capire come rapportarmi con tutti quei bugiardi, artisti, scrocconi, merdosi che ho conosciuto.
(Anzi ne approfitto per scusarmi con te, Alessandro, ti ho trattato da schifo solo perché eri più carino degli altri. Cerca di capire, ero disorientata.)
Volevo solo lettere d'amore alle quali non credere.

A venticinque anni ti aspettavo sul serio.
Avevo imparato molte lezioni utili, come il Non andare a letto la prima sera con uno che ti piace, troppo trucco non va bene, le gonne corte solo se hai i leggins, insomma molte cosa che mi avrebbero resa più attraente ai tuoi occhi.
Ero Determinata e Goliardica. Ironica e Lunatica. Ottimista e Instancabile.
Mascheravo insicurezze e smascheravo bugie.
Nascondevo intenzioni e mostravo pezzi di pelle.
Più stronza, mi avresti trovata. Ma se fossi arrivato prima, stronza probabilmente non lo sarei stata. Quindi è solo colpa tua.
Ti cercavo un po' ovunque. Nelle discoteche, alle feste, su internet, nelle mani di sconosciuti.
Avevo fretta di trovarti. Non di sistemarmi. Semplicemente di smettere di cercare. Perché la caccia al tesoro è bella finché non inizia a piovere. E ormai l'acqua era entrata dalla cucina.
Comunque tu continuavi a nasconderti.
Io allora ho preso un cane, ho fatto le valigie e ho viaggiato.
Mi sono persa tanto, a venticinque anni. Vedevo nell'ennesimo "Non innamorarti di me" la cosa più erotica del mondo, l'invito a tuffarmi in quel NON, perché sembrava un invito per donne coraggiose, e il coraggio non mi è mai mancato. Mi mancavano i Resterò. Con i NON ci facevo amicizia.



I miei spigoli si sono accentuati, le mie sfumature si sono moltiplicate, ho affrontato la vita con la solita leggerezza curiosa di chi ha aspettato tanto.

Solo per dirti che non servi più.
Che ormai mi arrangio. Che vivo con me stessa in armonia. Che te ne puoi anche andare affanculo.
Ah. Un'altra cosa.
Ti sei perso tanto, peggio per te. Perché mentre cercavo te, come una cercatrice di tesori antichi, è arrivato qualcuno che ha preso il tuo posto.
L'uomo giusto, forse.

Non mi interessi più. Rimani nascosto.




lunedì 16 febbraio 2015

50 Sfumature di presa per il culo

Se non ho dormito per tutta la durata del film, sappiate che l'ho fatto per voi.
Perché poteste evitarvi 8 euri di biglietto del cinema e spenderli per una messa in piega dai cinesi. 
Il film dell'anno, tratto del libro che ha fatto bagnare metà popolazione femminile è nelle sale. 
Per le temeraria che hanno avuto il corteggio di guardare negli occhi le amiche e dire: No, quella porcheria non l'ho letta, con conseguenti sguardi compassionevoli che si riservano alle gattare che non vedono pisello da due lustri, riassumo così, il capolavoro cartaceo di E.L. James e l'altrettanto capolavoro su pellicola di Sam Taylor-Johnson. 

C'erano una volta una sciacquetta e un demente. 
Lei, Anastasia, con sciapo look anni 90, lui Christian, monoespressivo che manco Scamarcio. 
Potrei finirla qua, nel senso che non c'è molto altro.
Ma andiamo avanti.
La favola moderna comincia con la sciacquetta che intervista il miliardario monoespressivo, (la cui ricchezza non è chiaro se provenga dallo spaccio di eroina, da immobili, o da presentazioni in casa stile La ragazza con la valigia rossa), ricchissimo, giovane e bello. Insomma. Cinque minuti per capire che la trama ha la stessa veridicità di Biancaneve e del tappeto volante di Aladdin messi insieme. 
Lei goffa, inciampa in continuazione, simpatica come un ceppo di Ebola sconosciuto che ti si presenta il giorno di Natale, passa 90 minuti a succhiarsi il labbro. 
Già alla seconda inquadratura qualcuno avrebbe dovuto consigliarle un bravo psicoterapeuta, fatto sta che a lasciare in pace sto labbro, proprio non ci pensa. E succhia, e succhia, e si ferisce, e si strappa le pellicine al limite del rivoltante. Roba che se una di noi replicasse sta scena davanti ad uno sconosciuto, quello si assenterebbe per andare a comprare le sigarette senza tornare mai più.
Invece al monoespressivo questo gesto fa tanto sesso, talmente tanto che imita espressioni facciali come se avesse un cobra nei pantaloni che non riesce a domare.

(Mi dicono goliardicamente che per Basic Instinct fossero indecisi se far accavallare la gambe a Sharon Stone, o procurarle una forchetta per fare a pezzi e mangiarsi il suo labbro inferiore. Fortunatamente lei scelse di smutandarsi).

Il capolavoro di comicità ha la sua apoteosi quando la sciaquetta si dichiara vergine e il monoespressione le confessa che lui Non fa l'amore, scopa duro e che quindi non le rimangono che due possibilità: o farsi battezzare dal dio del sadomaso, o mantenere sano e salvo il suo imene inesperto. 
A tutte le vergini del mondo sarà capitato di farlo per la prima volta con uno che è indeciso se incaprettarti o mandarti affanculo. Ma la sciaquetta, che ha aspettato un casino di anni il grande amore, decide che vada per l'incaprettamento. 
E già qui, la donna media amante del trash, dovrebbe avere un barlume di lucidità per capire che forse, ma dico forse, la stanno prendendo per il culo.
La sciaquetta nel frattempo, vittima della sindrome da crocerossina, decide di legarsi sentimentalmente e non solo metaforicamente al suo aguzzino, che le mostra senza troppi imbarazzi il minibar e la sala delle torture. Non necessariamente in quest'ordine. 
E lei, come ogni vergine maggiorenne che si rispetti, si spoglia senza il minimo imbarazzo e fa uscire il suo lato Moana in 5 secondi netti. Lui la frusta e lei muggisce, lui la appende come un salame e lei nitrisce, lui la penetra e lei orgasma. 
Eccerto. 

Solo a noi povere stronze ci vogliono almeno tre partner per capire effettivamente dove sia il punto G., e almeno 2 anni per riconoscere un pene decente da un pene demotivato. 
Ma la nostra sciaquetta ha donato le sue chiavi del paradiso all'uomo giusto. Che riassumendo è anche ricco, bello e bravo a letto. Ci mancava che le dicesse Posso far avverare tre desideri, e il colossal Disney era belleppronto.
Ma non finisce qui. Eh no. Perché mica avrebbe avuto tutto sto successo se fosse terminato con un E vissero felici, contenti ed escoriati. 

L'autrice infatti ha pensato bene di metterci anche la parte tenera. Che in questo contesto si sposa bene come Sei stata mollata e Buon compleanno nella stessa frase. 
Il monoespressivo emotivamente non disponibile, anafettivo, edonista e narciso, che dopo un mese di romantici Ti lego, Ti scopo, Ti faccio dimenticare di avere una dignità, cambia per lei. 
Cambia per lei. 
CAMBIA PER LEI.
Un mutamento che non avevamo più visto dai tempi della Bella e la Bestia. 
E così lui, l'uomo con più cambiamenti umorali di una donna in pre-mestruo, le giura amore eterno, le fa firmare un contratto post sessuale, continua a frustrarla come un ciuco, ma si vota alla monogamia. Capirete la soddisfazione della sciaquetta.
Che non regge un chupito senza svenire, ma sopporta stoicamente la frusta sulla schiena. 

Quindi. 
Christian Grey non esiste. E se esistesse sarebbe un uomo orribile.
Anastasia Steele non esiste. E se esistesse nella vita farebbe l'attrice porno.
Questa trama non esiste. E se esistesse sarebbe un libretto di quarta categoria tramutato in un filmetto di ottava categoria.
Manco il cinepanettone ha così poche sfumature. 


lunedì 9 febbraio 2015

Chiacchiere promiscue

"L'ho conosciuto due sabati fa"
"E come è andata?"
"Carino. Single. Trent'anni circa. O di più. O chissenefrega. Insomma. Mi ha chiesto il numero, poi mi ha scritto un sacco, tutti i giorni e giovedì siamo usciti a cena. Gli ho domandato cosa volesse da me"
"No, dimmi che non glielo hai chiesto"
"Sì invece, perché?"
"Non lo vuoi sapere. Vai avanti"
"Mi ha risposto che non cerca nulla"
"Ma non mi dire"
"Sì, ma lo stesso vale per me. Circa. Gli ho fatto sapere che sono uscita con lui per curiosità ma che non è il momento per nulla di serio. Comunque mi ha invitato a salire a casa sua e ho rifiutato"
"Perché?"
"Perché sì dai. Così alla prima sera. Poi faccio la figura di..."
"Di cosa?"
"Boh. Non mi andava. Comunque ci sono andata a letto ieri. Ci siamo trovati ad un ape e abbiamo  puntualizzato che tra noi non c'è niente di serio"
"Bizzarro come abbiate sentito l'esigenza di mettere in chiaro che non vi innamorerete due volte in una settimana"




"Sai com'è. Poi si spaventano. Alla fine sono andata da lui. E' stato bellissimo. Non ricordavo da quanto non scopavo così. Ero a mio agio. Poi lui è bravissimo. Vuoi i dettagli?"
"Ovvio"
- Su - Giù - A destra - Lingua - Sì, come mi piace - Girati - Sei bella - Anche tu - Era da tempo che non impazzivo così - Anch'io - Vengo - Fine -
"Bene quindi!"
"Molto. Oggi però non mi ha scritto"
"Ripetimi che non volevi niente, era solo sesso, blablabla"
"Sì certo. Però neanche un messaggino su WhatsApp. Un Buongiorno, un Sono stato bene, un Lalalalala fammi godere, niente insomma. Dai è successo anche a te. Ti scopano e poi nulla. Io me ne sono anche andata dopo, perché so che piuttosto che passare la notte con una donna, si farebbero tagliare la pelle dello scroto per farci un portamonete, però..."
"Fammi capire. Accetti di scopare con uno e sparire subito dopo e vorresti un messaggio il giorno dopo?"
"Sì, è una cosa stupida lo so. E' solo che così mi fa sentire come..."
"Come cosa?"
"Dai hai capito"
"Ma cosa ti aspettavi? Hai detto che non cercavi nulla, hai orgasmato meno di una settimana dopo averlo conosciuto, sei scappata dopo il sesso e ti preoccupi di un messaggio? Hai fatto quello che volevi con il tuo corpo, hai giocato alla femme fatale, hai indossato i panni di Messalina e ora vorresti un riconoscimento degno di Giulietta? Amica, ti sei rincoglionita? Quanto è passato dal vostro incontro?"
"24 ore"
"Ah okay. Non sei tu. E' il tuo corpo"
"Scusa?"
"Dopo l'orgasmo il tuo corpo libera ossitocina, un ormone che crea legame. Solitamente smette di circolare dopo 24 ore. E' per questo che brami attenzioni"
"Che significa questo?"
"Che dopo aver fatto sesso, il tuo organismo si sentirà emotivamente legato a quello stronzo con cui ti sei rotolata nel letto. Ma l'effetto svanisce il giorno dopo. Ancora poco e sei salva"
"Come fai a saperlo?"
"Perché mi è accaduto mille volte. La soluzione è semplice. Il giorno seguente all'amplesso spegni il telefono, vai a fare shopping, incontra le amiche. Passate le ore cruciali, andrà meglio"
"Figata, non sapevo, hai altri consigli?"
"Sì. Piantala di recitare un ruolo che non ti si addice. 
La promiscuità sessuale è divertente solo se sei promiscua. Sennò è triste".







venerdì 17 ottobre 2014

Se ci mettiamo d'accordo facciamo sesso

Quante volte ho sentito che gli uomini e le donne non parlano la stessa lingua?
Quante volte crediamo di essere stati compresi, quando invece nessuno aveva capito una minchia?
Troppo, troppissime.
Un insulto alla nostra intelligenza.
Considerato che maschi e femmine hanno frequentato le stesse scuole e sono tutti (salvo eccezioni), stati allevati da una mamma, perché ci sono queste difficoltà?

Da sempre esiste un misunderstanding fastidioso che colpisce tutti coloro che vorrebbero fare sesso, ma per i motivi più disparati, vengono contagiati dal morbo del Non si dice, maiale! per cui, quello che in realtà avrebbe potuto essere un invito lecito, diventa una partita a scacchi, piena di mosse e di trucchetti per mangiarsi la regina -o il cavallo- dell'avversario.
Scena tipica.
Un uomo, che chiameremo Ben, conosce una donna che gli piace. Lei ha le tette ed è pure simpatica! A lui chiaramente di trovare quella sera l'amore della sua vita gli interessa come partire con Greenpeace per salvare le balene (a proposito: salvate le balene, stronzi, che stanno scomparendo!). Invece vuole tantissimo che lei vada a casa sua, che si inginocchi sotto al tavolo della cucina, e che gli faccia una dignitosa fellatio, con il sorriso sulle labbra.
Il punto è che, se Ben andasse da lei e le dicesse che no, il giorno dopo se la dovesse incontrare per strada probabilmente non la riconoscerebbe, ma sì, stasera vorrebbe invitarla da lui per champagne e pompino, sa per certo che la suddetta donna chiamerebbe 4 amici grossissimi per riempirlo di pugni.
Perché?
Perché non si fa. 
Ben lo sa e si ingegna.
Decide che la cosa migliore sia offrirle da bere.

La ragazza, (che chiameremo Pam), accetta perché Ben è tutto sommato belloccio e poi Pam ha 10 euro in tasca e farsi offrire da bere è la sua prerogativa della serata.
Ben, che non sa bene come iniziare una conversazione, le chiede come impieghi le sue giornate e Pam, come tutte le donne che hanno degli interessi, inizia un monologo meraviglioso, intervallato da qualche E tu? Che ne pensi?
Ben ascolta? Probabilmente no, ma non è questo il punto.
Ben sta sognando ad occhi aperti il momento esatto in cui Pam la smetterà di parlare del suo pechinese e inizierà a slacciargli i pantaloni.
Ovviamente Pam invece, crede fortemente che lo sguardo interessato di Ben significhi che anche lui da piccolo abbia avuto un pechinese, probabilmente morto a causa di un pirata della strada che l'ha ammazzato sotto ai suoi occhi, -con derivato trauma emotivo inconscio-, motivo per cui Ben non parla molto, ma la guarda con gli occhi dolci.
Pam sa che è sulla strada giusta.
Ben la invita fuori a fumare una sigaretta, sapendo perfettamente che Pam è abbastanza a suo agio da accettare e, se continuerà a parlare, probabilmente poi gli farà pure un pompino per farsi perdonare di tutte le stronzate che gli ha rifilato.
Così Ben e Pam iniziano un dibattito dai toni pacati sulla politica, poi Pam gli chiede della sua famiglia e Ben risponde gentilmente, per non essere sgarbato.
Quando li raggiunge al bar l'amica di Pam, la nuova arrivata viene presentata e Ben ha un guizzo di speranza. Forse dovrebbe provarci con l'amica.
Poi rinsavisce capendo -Ben è un ragazzo intelligente- che se farà il filo all'altra, probabilmente le perderà entrambe. Con le amiche non si scherza.
Pam è ammirata dal fatto che Ben sia gentile con la sua amica ma non ci provi.
Questo significa che lui è veramente interessato a lei! Pam inizia a pensare a quell'incontro, riassumendolo nella sua testa. D'altra parte un giorno avranno dei figli che vorranno sapere come si sono conosciuti.
Il film di Pam è perfetto.

Ben invece è disperato. L'amica di Pam è molto sexy e parla poco. L'altra invece è un fiume in piena.
Decide di giocarsi l'ultima carta che gli possa assicurare un pompino come dio comanda e magari anche del buon sesso.
Corteggia Pam. Le fa dei complimenti, le compra una rosa dall'uomo dei fiori, le dice che vorrebbe rivederla.
Per Pam è come lo stendardo rosso davanti agli occhi del toro. E' il semaforo verde che sta aspettando da tutta la sera. Si sente vittoriosa.
Ben finalmente la invita a casa sua. Pam si dimostra sessualmente poco inibita e si concede completamente perché sa che Ben nutre dei sentimenti.
Ben il giorno dopo non le darà il bacio del risveglio e sarà piuttosto sfuggente; non le chiederà nemmeno se ha già dei programmi per quella sera.
Pam si sentirà umiliata, presa in giro, decreterà che gli uomini sono spazzatura e che lei la prossima volta non darà confidenza a nessuno.

Ora moltiplichiamo questi fattori. 
Quante Pam ci sono in giro, che sono diffidenti e distaccate, che preferiscono tirarsela che conoscere un tipo carino?
Quanti Ben ci sono in giro, che non riescono a fare sesso, che hanno capito che la tattica del corteggiamento al bar funziona poco perché sempre meno ragazze si concedono subito, ma fanno tribolare anche per dei mesi, prima di inginocchiarsi?

Secondo voi è un caso?
Perché invece non impariamo ad essere chiari?
A dire "Sei carina, mi piaci, vuoi passare la notte con me?", senza fiori, storie di vita passata, drink e tutto ciò che sulla carta vorrebbe dire Mi piaci davvero ed invece significa Mi piacciono le tue tette, voglio infilarci la testa nel mezzo?
Non è colpa solo degli uomini, sia chiaro.
Se una donna iniziasse a farsi i film mentali dopo 6 mesi di frequentazione e non dopo 5 minuti, si risparmierebbero dei drammi emotivi degli di un Kolossal di James Cameron.
Se noi donne non cercassimo il lieto fine ovunque, ma lasciassimo fare alla vita, che ne sa più di noi, ci risparmieremmo un sacco di delusioni e in cambio avremmo del fantastico sesso (non sempre, ma siamo di base ottimiste).
Se gli uomini la piantassero di fare quelli che ci tengono e chiamassero da subito le cose con il proprio nome: La storia solo di una notte:
1. Farebbero più sesso. Alle donne piacciono le cose chiare.
2. Eviterebbero degli smaronamenti di palle dovuti a dei chiarimenti che avrebbero potuto benissimo non esserci.
3. Non ci sarebbe il fenomeno delle donne deluse che fanno sapere alla popolazione femminile amica, che siete degli stronzi, rovinandovi la piazza per le conquiste future.
Entrambi i sessi vogliono LASTESSACOSA. Ma la chiedono con modi e tempistiche diverse (ne parleremo in un altro post, perché il discorso è complesso).

Giusto per dire che se ci mettiamo d'accordo, scopiamo tutti.

lunedì 13 ottobre 2014

I falsi miti sessuali dei film

Se Walt Disney ha creato più disperate di una proposta di matrimonio mai arrivata, va detto che anche  i film in generale (specialmente quelli con scene sessuali esplicite), non hanno favorito la percezione della realtà. 
Verso i 14 anni ci siamo trovati a guardare con una certa curiosità le scene hot alla tv, con la mamma a fianco sul divano più imbarazza di noi, che non sapeva bene se pensare ad altro, fingere uno svenimento o obbligarci a tapparci gli occhi.
Qualche anno dopo ci siamo trovati ad essere i protagonisti di quei film con tanti sussurri e pochi vestiti addosso e ci è stato chiaro già dalla prima volta, che qualcosa doveva esserci sfuggita.
Pensando alle pellicole degli ultimi 20 anni accade più o meno questo: Lui e lei in un contesto a caso che si spogliano senza -o quasi- nessun imbarazzo, si accoppiano nei posti più disparati, 3 colpi, lei viene, finito.
Ora. A parte sui 3 colpi e poi il nulla, sul quale mi trovo abbastanza d'accordo, non credete, cari registi, che sia ora di finirla con questi falsi miti?
Analizziamoli.

Location per il sesso: State sereni. Anche io quando sono presa dalla passione mi metto a carponi sui ceci, a pecora su un formichiere, a testa in giù in una vasca di piranha, a missionario in un bel fienile, e fottecazzo se il fieno mi si incastra nelle natiche. Eccerto. Poi magari nella trama del film si scopre che i suddetti Atleti sono marito e moglie.
Allora. Ripetiamo tutti insieme: Nessuna coppia che ha superato la fase del riccio, farebbe all'amore in location bizzarre, per il mero gusto di sperimentare. Divano e letto. Al massimo tavolo da cucina e macchina. Ma proprio se non ce la si fa più. Tutto il resto è fantascienza.



PuntoG: Ultimamente lo stanno dicendo tutti. Il punto G non esiste. Se lo sono inventati come il Principe Azzurro. Ci hanno martellato le palle dicendo che alcune donne ce l'hanno, altre no. E tutte lì a cercarlo manco si trattasse di un tesoro che ci avrebbe reso miliardarie. Beh facciamocene una ragione. Se non veniamo, il Punto G non c'entra nulla, semplicemente il maschio con cui ci stiamo intrattenendo è un incapace.
Dobbiamo renderci conto che i tempi per un orgasmo femminile sono in media lunghi. Se vediamo un'attrice sul set che ci mette 5 secondi netti diciamoci: Sì, è appunto un'attrice.

Se non sono Giochi senza frontiere, niente.
Una volta ho fatto sesso per terra. Perché tutti i più grandi, da Brad, a George, a John, a Mel hanno fatto sesso per terra, in almeno due dei loro film.
Bene. La prima volta ero sul marmo. Sono durata 15 secondi netti, prima di avere un crampo al bacino, la schiena congelata e il collo bloccato.
Siccome sono testarda ci ho riprovato su un tappeto. Stavo sopra e le ginocchia e le dita dei piedi, per l'attrito si sono sbucciate. Avete idea del dolore di un pollicione sbucciato?
Poi contro il muro. Sono alta un metro e ottanta e peso come un toro da combattimento. Non è stato facile.
Fanculo, miti del cazzo.


Il sesso risolve tutto: Eccolalà.
Coppia in crisi, riscopre la passione, happy ending.
Stronzata. Se lui mi scopa con foga, non dimenticherò all'istante di tutte le volte in cui mi sono incazzata per i calzini in disordine o per le condizioni del bagno, simili a quelle che si possono riscontare dopo l'attacco di un cacciabombardiere. Vengo e ricomincio a incazzarmi. Così è.
Sono donna. Non dimenticherei di essere nervosa manco se mi regalassero un cucciolo di foca. Figuriamoci il solito pisello.
Quindi. Usiamo il sesso come il giusto time out a una discussione. Non come la pace definitiva.

Se si fa poco sesso, la coppia è in crisi.
In realtà tale affermazione, non è un cliché solo dei film. Ho sentito pronunciare questa aberrazione, da un sacco di coppie di amici.
Lasciatemi dire che per me è una stronzata.
Siamo l'unica cultura al mondo che dà una così grande importanza al sesso. Per molte altre la cosa primaria in una coppia è la stabilità, sono i figli, è quello che si è costruito. Noi invece usiamo il sesso come barometro della nostra felicità. E' follia. Rilassiamoci e pensiamo che non faremo sesso per sempre. Cerchiamo altro, oltre alla fisicità. Un giorno ci aggrapperemo a quel qualcosa che vada oltre a due corpi che si toccano.

Sono sempre tutti molto soddisfatti della prestazione sessuale del partner.
Vabbè. Qui posso anche non commentare. Presterei volentieri ai registi un paio di amanti che ho avuto "il piacere" di conoscere in gioventù. Che giudichino loro.


Le milf sono sempre fighe e disponibili.
Dimentichiamoci per un attimo quella tardona di Lory del Santo, che recentemente ha dichiarato che se un ragazzo ha più di 23 anni, lei lo scarta a priori, perché, buon'anima, è già troppo vecchio.
Più che ToyBoy, Lory vuole sono ToyEnfant.
Ma le altre?
Non ho grande esperienza di milf, ma i miei amici maschi mi dicono che quelle appetibili che si concedono per davvero, in realtà sarebbero pochissime. Numeri che variano dallo 0 allo 0,9. Quelle pazzesche, con glutei marmorei, il Suv e un make up sempre perfetto, giocano. Hanno bisogno di solleticare il proprio ego per tirare avanti.
Tutte le altre sono -pare- casi umani con un bagaglio misto di disperazione e sciattaggine immane. E' un attimo che la mamma di Stifler diventi Maga Magò.

Io sono arrivata al punto -tragico- di ridere meccanicamente davanti alle scene di sesso.
Come nelle migliori barzellette.





lunedì 25 agosto 2014

Le trentenni e il sesso. Che Dio ci aiuti.

Chiedo ai miei genitori, ai parenti, agli amici dei parenti, agli scassa cazzi, ai moralisti, ai bigotti, ai repressi e a chi ha tanta voglia di rendermi la giornata difficile, di non leggere questo post.
E' volgare e non vi piacerà.
Grazie.


Non c'è nulla da fare.
Una donna compie trent'anni non solo per notare con desolata passività l'aumentare della sua cellulite, ma per comprendere che in quest'età -in cui dovrebbe mettere su famiglia quando l'unica cosa che vorrebbe è prepararsi per andare a ballare-, i gusti in generale cambiano.
Il nostro corpo non ci permette più di trattarlo come la fogna di Calcutta e noi siamo in media più selettive.
Prediligiamo un'insalata invece che il Crispy McBacon, non solo per non fare la figura in spiaggia di una partecipante di Extreme Make Over Diet Edition, ma perché oggettivamente il Mc Donald's dopo le 3 del pomeriggio non lo si digerisce più.
E anche se proviamo a fare le fighe con le tequila sale e limone sappiamo perfettamente che alla seconda, avremo una faccia da cazzo per le successive 72 ore.
Poi che ce ne sbattiamo e ne beviamo 6, è un altro discorso. La consapevolezza aumenta. E ci frega sempre.
Con gli uomini, ad esempio.
D'improvviso, i bagnini non hanno più quel sapore esotico di conquista, i camerieri sono meno affascinanti e i dj perdono completamente quell'allure che tanto ci fece bagnare in età post scolare.
Ci fanno rabbrividire alcuni approcci al Ciao Bella, stasera è la tua notte fortunata e apprezziamo più un maschio che interagisca con noi parlando di musica ed architettura.
Poi c'è un altro problema che nessuno considera, ma che si fa sempre più scomodo nel mondo delle trentenni single e fidanzate.
A 20 anni eravamo flessibili sotto ogni punto di vista. Sessuale e non. Un ragazzo, se sufficientemente carino da farci perdere il senso del tempo e dello spazio, poteva effettivamente muoversi un po' così, su e giù, a cazzo di cane, che noi comunque eravamo contente.
Non importava se non sapesse la differenza tra clitoride e punto G, perché era già tanto che la sapessimo noi, mica ci permettevamo il lusso di pensare che anche altri avessero le chiavi del nostro paradiso.
Poi, oltre alla consapevolezza che i grassi saturi non valgano come le verdure, abbiamo aumentato anche la conoscenza del nostro corpo e porca miseria, abbiamo iniziato a voler passare la notte con uno che non ci toccasse le tette come se stesse sentendo se l'Avocado è maturo.
Ecco.
Ora, chiedo nel pieno delle mie facoltà mentali, che gli uomini capiscano che ci sono delle cose che fatte ad una ninfetta di 18 anni sono accettabili, oltre quell'età faranno di voi il protagonista di storielle degne dello scemo del villaggio.
Perché alla nostra età, una cunnilingus fatta di merda equivale ad un addio.
Vogliamo essere scopate come dio comanda.
Sennò facciamo da sole.

1. Mani. Le mani vi servono per tante cose utilissime. Non è obbligatorio che entrino nelle nostre mutante. Fidatevi. Se da bambini prendevate un fiore e per sbaglio lo spezzavate, significava che non avevate una grande manualità. Non è cambiato nulla.

2. Allora. Con gli anni la concentrazione diminuisce. Se noi siamo là e vedete che tutto sommato ci sta piacendo, frasi come Girati, Spostati, Chinati, Butta le gambe indietro, Mettiti a cane, gatto,  coniglio, brontosauro, non ci aiuteranno. E dovremo ricominciare da capo. State buoni che il fisico per fare acrobazie non ce lo avete più neanche voi.

3. Se per caso ogni volta che avete praticato del sano cunnilingus la vostra partner del momento nei primi 10 secondi vi ha staccato la testa da lì, dovreste aver appreso che non ci siete portati. Non occorre continuare ad avere conferme.
Non siete capaci. Non succede nulla. Fate altro.

4.  Il dolore. Il dolore è fichissimo in 3 situazioni:
A. Vi chiamate Christian Grey. -In caso di dubbio ve lo dico io, non siete Christian Grey.-
B. E' da un'ora che andiamo avanti e forse, dico forse, il fatto che ci siamo addormentate non è un bellissimo segno, quindi potete pensare di dare colpetti un pelo più forti.
C. Vi chiediamo espressamente Fammi male.
Se non sussistono nessuno di questi 3 casi, vi prego. Siamo donne, non prosciutti da sventrare.

5. Lo sappiamo che YouPorn ha minato tantissimo la vostra sicurezza. Ma credo di parlare a nome di tutte, dicendo che al primo incontro sessuale, le parolacce tenetele per la vostra trombamica che vi conosce e vi apprezza. Non è carino dire cose come Chi è la mia puttana ad una che non sa ancora bene se vuole rivedervi. Il fatto che siamo nude non vi autorizza a mancarci di rispetto.

6. Se decidiamo di essere porche o castigate sono affari nostri e vostri.
Nostri e vostri. Non nostri, vostri e di tutti i vostri amici.
Ci facciamo immaginare volentieri a pecora da voi, non dal vostro fratellino adolescente. Checcazzo, questo è l'ABC. Dovrebbe, almeno.

7. Se abbiamo voglia di fare una cosa la facciamo. E questo vale per la spesa al sabato, per la ceretta e per una fellatio. Stessa cosa vale per voi. Crediamo molto nei pari diritti.
Forzare, o far pesare un vostro sogno erotico che non c'avevamo cazzi di realizzare, fa di voi dei cafoni.


8. Ci piacciono tanto i complimenti. Anche nel frangente sessuale. Tenete presente però che la classe è il miglior lubrificante del mondo. Che bella che sei (con sottinteso, Stai tranquilla ho fatto finta di non accorgermi di tutte le smagliature che hai sul culo), ci piace. Tutto ciò che va oltre è un rischio.
Decidete voi, siete grandi abbastanza.

9. Allora. Sappiamo che siete stati contenti. Abbiamo avuto prove tangibili e scientificamente provabili. Voi invece non lo saprete mai con sicurezza assoluta. E' ingiusto? Sì. Ma è così. Frasi come Ti è piaciuto, post coito non vi aiuteranno a conoscere la verità. Obbligherà solo noi a dover mentire per la seconda volta in pochi secondi. Abbiate rispetto per la nostre intelligenza. E anche per la vostra.

Per il resto state sereni. Andate bene così.

giovedì 24 luglio 2014

Le italiane e il sesso in vacanza

L'altro giorno ho videochattato con una mia amica americana via Skype.
Che ammetto che il termine videochattata faccia molto primi anni 2000, ma che volete che vi dica.
Insomma, tra un How are you, Mi sto ben, ti?, mi racconta che nella sua città -Miami- le italiane fanno furore.
Che non solo piacciono perché si distinguono dalle sciacquette della Florida -abbronzatissime, rifattissime, tamarrissime-, ma che sono molto di moda perché amano divertirsi.
In parole povere, fanno tantissimo all'amore.
Non proprio all'amore. Diciamo che sbagasciano parecchio.
Pare che a Miami si sia sparsa la voce che le italiane siano più disponibili delle perennemente ubriachissime olandesi.
E qui, capirete, è partito un dubbio amletico.
La danno o non la danno?
Com'è che le mie connazionali in terra natìa alla parola sesso occasionale mi si irrigidiscono come se avessi appena nominato Satana Santo Subito e in terra straniera mi fanno le sconcerie a cuor davvero leggero?
Occhio non vede, cuore non duole?
Così parrebbe.
Io che sono una che odia l'ipocrisia più di Barbara D'Urso, due domande me le sono fatte. 
Mi spiegate perché quotidianamente sulla vostra faccia oltre a pasta pizza e mandolino, c'è un'espressione perenne da Topo Gigio e vi basta un aereo per trasformarvi in Miley Cyrus?
Quanta fatica impiegate tutto l'anno a recitare una parte che non vi si addice?

Perché? Perché?

E' colpa del ciclo che magicamente sparisce una volta sorvolato l'Oceano?
Sono gli uomini italiani che non sono capaci e vi fanno chiudere le patonze come i negozi a Ferragosto?
Se vi piace divertirvi, perché non lo fate tutto l'anno?
Vi giudicano?
Anche se cambiate taglio di capelli, state serene.
E siccome oggi il ciclo ce l'ho io e sono polemica (oltre che perennemente cinica e isterica), la ramanzina ve tocca, come i parenti a Natale.
1) Se ogni donna la calasse più facilmente, nessuno si sconvolgerebbe più. 
2) Se un uomo vi/ci giudica ancora nel 2014 e mezzo, allora si merita una vita da eremita con perenne infezione del glande.
3) Nel momento in cui vi proteggete mi spiegate che rischi correte? Non è che siccome è estate allora la fortuna è dalla vostra e dopo il sesso in piscina con sei sconosciuti vi innamorerete e sarete felici e d'inverno se vi accoppiate con sei sconosciuti in un appartamento riscaldato, siete dei bagascioni.
Mischiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia.
4) Se un giorno i vostri figli sapranno cosa avete combinato saranno fieri di voi, che in un attimo passerete da genitori spaccacazzi a rock'n'roll parents. Sia che la location sia stata Abano Terme che Miami Beach (anzi, se vogliamo Abano Terme si può facilmente giustificare con una serafico Sai com'è, ci annoiavamo).
5) La vostra faccia è l'unica cosa conta. Ma solo per voi. Se vi guardate allo specchio e vi trovate meravigliose -fuori, ma soprattutto dentro- potrete agire come meglio vi aggrada. E scusate se è poco.
Nessuno ha il diritto di farvi perdere la stima di voi stesse.
6) Nella vita vi pentirete di quello che non avrete fatto.
Sì, sembra un casino una frase fatta, ma credetemi, è così. Divertitevi. Che a fare l'uncinetto e tenervela, avete tutta la vita.


Sia chiaro, non voglio fondare il partito della promiscuità sessuale.
Anzi, in genere la parola promiscuità sessuale mi fa venir voglia di sposarmi e avere un solo uomo per i prossimi 30 anni.
Solo per dire che mi sembra un po' assurdo dover cambiare regione, paese e moneta per poter essere chi volete.
Che poi mi siete in astinenza da mesi e mi combinate un casino.
E la scusa della piccola città e relativa reputazione da difendere, non regge più.
Si può essere delle persone meravigliose con una grande vita sessuale.
Delle perfette donne indipendenti in ginocchio.
Delle mamme coccolose con un passato interessante.
Ci hanno detto che per essere una brava moglie si devono aver avuto circa 3 partner sessuali.
Ci hanno detto che per essere una brava lavoratrice occorre andare a letto con le galline.
Ci hanno detto che per avere un equilibrio è preferibile una relazione fissa.
Ci hanno detto che l'ordine mentale e fisico è il meglio a cui una persona possa ambire.
Io, dalla mia minuscola Padova, penso che siano cazzate.
Che l'unico modo che avete/abbiamo per essere delle persone affascinanti è quello di essere noi stesse.

Così, solo per dirvi che sta cosa che le brave ragazze vanno in Paradiso ha scassato un pelo la minchia.
E se vogliamo allora, le cattive ragazze vanno a Miami.
E quelle furbe girano il mondo. 


venerdì 4 luglio 2014

Le 7 tipologie di maschi più inutili del pianeta

Nella lista di persone portatrici sane di inutilità, potremmo metterci una quantità imbarazzante di conoscenti, ex e persone a caso, incappate sempre per molto caso nel nostro cammino.
Quando dio è annoiato ci fa conoscere una persona inutile, magari anche attraente come il serpente tentatore e noi decidiamo ingenuamente  di uscirci, per poi scoprire che per la nostra vita, non vi era differenza alcuna nel portare al bar lui o la nostra piantina di lillà.
Chi dice che non esista gente inutile perché chiunque può insegnarti qualcosa, impreziosirti, arricchirti, gnegnegnè, non è mai inciampato in
una di queste 7 tipologie di esseri viventi, che differiscono da un sottaceto solo per le capacità respiratorie.

1. Quello che non parla mai. Celato sotto la maschera dell'intellettuale di sta minchia, tace.
E mentre noi parliamo, parliamo e parliamo, lui ci guarda, ogni tanto accenna ad un assenso col capo e continua a tacere. Serafico come un mobiletto del bagno.
Con la differenza che nel mobiletto del bagno almeno ci metto i Lines Ultra Ali più Blu.
No, non è che costui ami ascoltare.
No, non lo stiamo uccidendo con chiacchiere da donnette.
No.
Tace perché non hai mai nulla da dire.
Inutile, come un'app non scaricata.

2. Quello che non sta mai zitto. Siccome in questa vita le mezza misure piacciono solo ai sarti, nello stesso giorno mi è capitato di uscire con quello affetto da mutismo cronico e con quello che, piuttosto che continuare ad ascoltare il suo sproloquio, meglio un'isola deserta con Flavia Vento.
In realtà non importa che questo bipede abbia o meno argomenti interessanti.
Se ci sommerge di chiacchiere talmente ravvicinate da far sì che noi non riusciamo ad inserirci nella conversazione, allora Houston, abbiamo un problema. Il tipo in questione parla solo perché ama dannatamente il suono della sua voce.
Utile come un carillon dagli ingranaggi rotti.

3. Quello perennemente annoiato. Non c'è nulla che lo emozioni. Se è italiano andiamo a botta sicura con il calcio e le tette, altrimenti non sussiste speranza.
Non ha mai voglia di fare niente, sbuffa, si lamenta, risultando piacevole come la salmonella la sera di Capodanno. La sua parola magica è Stasera no, sono stanco. Ah, perchè ieri invece hai salvato i macachi dall'estinzione e il giorno prima eri a seminare il granoturco in Michigan, giusto?
Inutile, come un petardo senza miccia.

4. L'arido sentimentale. E quello che centellina le coccole e le carezze. Noi siamo tenere come la mamma di Bambi e lui non c'ha mai cazzi. Ha pure il coraggio di dirci: Ma te le ho già fatte il mese scorso, le coccole. Ama il suo passato, dice che amerà il proprio futuro, ma non c'è traccia di amore nel suo presente. Dispensatore di affettività solo attraverso un contagocce, questo esemplare è tanto inutile alla nostra vita quanto pericoloso per la nostra psiche, poiché ci abituerà a pensare che sia normale essere amate con il bilancino. No signore, no davvero.
Inutile, come un gavettone bucato.

5. Le decisioni sono paurosissime. Stasera cinema o cena? Boh. Fai tu.
Dormi da me stanotte? E' uguale.
Che ne dici se provassimo a fare le cose sul serio? Mah, come vuoi.
E' quel tipico esemplare del nuovo millennio che non prende una decisione manco fosse in punto di morte. Non so Dio, decidi tu, a me va bene tutto. 
Che pallissime.
Non si mette mai in mezzo. Lui è terreno neutrale come la Svizzera. Insopportabile.
Inutile, come come un aeroporto senza torre di controllo.

6. Il provolone.  Siete alte, bionde, fichissime e con un corpo da urlo? Ci proverà, state tranquille.
Siete la reincarnazione di Maga Magò culona e cattivissima? Ci proverà ugualmente.
Facile da riconoscere al primo sguardo, ci inebrierà di complimenti, frasi ad effetto, mani che improvvisamente percorreranno la nostra schiena e il raziocinio salutandoci affettuosamente, ci abbandonerà.
Gli unici -pochi- vantaggi nell'uscire con uno così è che tendenzialmente dovrebbe aver ispezionato diversi letti, quindi teoricamente è in grado di sapere quello che sta facendo. Teoricamente. E darà un po' di serenità al nostro ego ipercritico.
La nota dolente è che ci prenderemo di lui come pesci con un'esca buonissima.
Inutile, come la crostata alla frutta senza la frutta.

7. Narciso. Il mio preferito. E' quello che pur di piacere farebbe qualsiasi cosa.
Ci fornisce mille e una illusione pur di avere delle attenzioni. Non importa che siamo le sorelle gemelle di Claudia Schiffer o di Moby Dick. Lui si farà avanti. Ma non ci proverà solo per il gusto di un'avventura, come farebbe il provolone.
No. Lui ci ammalierà solo ed unicamente per l'immagine di se stesso che noi gli rimanderemo.
Narciso che si specchia nell'acqua per contemplare la sua immagine. Sfortunatamente il nostro non muore annegato.
Prepariamoci ad un corteggiamento vero e proprio. Ci telefonerà, ci porterà in giro come una pochette della nuova collezione primavera-estate, e ci interrogherà con farsi ambigue come: Dimmi cosa ti piace di me, o Tu per me cosa faresti?
E noi lì, ad elogiarlo come un bambino che ha fatto bene i compiti.
E' infido, stronzo e soprattutto disinteressato. Si innamorerà dell'immagine di sé che riesce a vedere in noi.
In questo amplesso tra cuore, estetica e pisellocentrismo, scappiamo.
Scappiamo. E spargiamo la voce.
Una tragggggedia. Con tante g.
Inutile, come un bel vestito con la lampo rotta.
















Donne avvisate...faranno esattamente la stessa cosa.
Ma almeno sapremo, in questo mondo difficilissimo, che questi uomini insignificanti sono capitati a tutte. E se non dovesse essere così, state sicure: capiteranno.
Alla fine mal comune mezzo gaudio.

lunedì 23 giugno 2014

Tutti i corteggiamenti della mia vita

Tutti i corteggiamenti della mia vita.

Nessuno.

Ieri ero con la mia mamma e si parlava della miriade di uomini che l'hanno corteggiata.
Chi con gesti plateali. Chi con dei fiori che fanno sempre una porca figura. Chi con bigliettini. Chi con serenate.
Ebbene si. Serenate.
Ad un certo punto lei si gira e mi dice: "Chissà quanti hanno corteggiato te"
"Manco uno, mami".
Il che lei inizia a guardarmi come se 29 anni fa avesse partorito una tartaruga gigante di rara oscenità e non se ne fosse mai accorta.  Ha fatto quella tipica espressione da mamma dilaniata da un dubbio atroce Non l'avrò mica fatta brutta? E' scema? E' colpa del culo grosso? 
Ci ho messo un po' a farle capire che come negli anni '80 andavano di moda le spalline delle dimensioni di un armadio 4 stagioni e ora non se ne vedono più in giro, così sono scomparsi i maschi romantici. Con la differenza che le donne della mia generazione sanno perfettamente che questa specie di Home ex Sapiens, lo fu un tempo,  non tornerà mai di moda.

La verità è questa. Io non sono mai stata corteggiata.
Un ex, a essere sincera, fece una cosa dannatamente tenera.
Durante il nostro primo weekend a casa sua, scrisse il mio nome sul pavimento con petali di rosa e mi costruì un baldacchino, sapendo quanto io fossi -soprattutto all'epoca- fottutamente Disney addicted.
Dico costruito nel senso di costruito. Le sua manine, sega, legno, chiodi, non so quale altra diavoleria abbia usato, o quante ore abbia passato a guardare Extreme Makeover Home Edition, ma il risultato fu superbo.
Però non conta, perché già gliel' avevo data e perché lui era terrone.
Il romanticismo al Sud è come gli occhiali specchiati al Nord. Ce l'hanno tutti, non fa testo.
La tragica verità, è che, appunto, io non sono mai stata corteggiata.
Nessun gesto d'amore folle, nessuna plateale dichiarazione, nessuna frase da Telefilm alla Se non sarai mia che senso avrà continuare a vivere?


Io nella mia vita, ho fatto un paio di cose spudorate per far sapere ad un uomo che ero interessata. Diciamo anche presa.
All'università organizzai una sorpresa a uno con cui stavo uscendo. Decisi di citofonargli alle 4 del mattino con due brioche appena sfornate e il mio reggiseno migliore. Mi sembrava una cosa romantica. E gli averi pure regalato del gran sesso.
Lui era a letto con un'altra e io mi mangia due cornetti alla faccia loro. 

La seconda volta mi presentai in un bar sui Navigli dove lavorava un cameriere con cui c'erano stati un paio di limoni, ed io ovviamente ero in quella situazione in cui razionalmente sapevo che non mi potevo permettere manco un castello in aria, ma emotivamente già pensavo se per il nostro matrimonio mi sarebbe stato meglio l'abito modello sirena, o quello di pizzo con la gonna ampia.
Arrivai in questo locale fighissimo. Lui mi accolse con un tenero Cosa ci fai qui. Sto lavorando. 
Io e il mio ego ce ne tornammo a casa distrutti.
L'unica sirena a cui pensai in futuro fu quella che canta In fondo al mar, c'è la sardina fa una moina, c'è da impazzirrrrr.

Successivamente ho capito che se noi donne commettiamo gesti plateali e fiabeschi, veniamo spesso scambiate per pazze psicopatiche che al primo No grazie stasera vado al cinema con mia mamma,  siamo pronte a bruciargli casa e rapirgli la sua sorellina.
Facciamo la parte delle disperate in cerca di marito come neanche i Templari in cerca del Sacro Graal.

In compenso posseggo (possediamo) una libreria stracolma di libri che avrebbero, con un ottimismo da premio Nobel, dovuto insegnarmi come non cedere subito al primo appuntamento, come non essere spaventata da un innocuo Mi dai il tuo numero? Anzi no, hai Twitter?, come provocare senza sembrare una sgualdrina.
Ci dicono che gli uomini sono cacciatori e noi dobbiamo fare le Mammut e fuggire, così sarà sicuro che verremo rincorse; ci suggeriscono di aspettare che un uomo si sbatta a corteggiarci così appariremo trofei ambiti, ci ricordano che Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere. 
Quello che si dimenticano di dirci gli autori, è che non ce la tiriamo dopo un corteggiamento, per il semplice fatto che il corteggiamento non sussiste.
Non esiste. Si è istinto. Come i dinosauri e gli zigomi naturali della Ferilli. 
Per cui possiamo stare serene.

Ho la sensazione che nell'era moderna e tecnologica, tra i maschi medi sia in auge una regola ferrea. Non fare capire ad una donna che si è interessati, perché se lei decide che no, quell'uomo non fa proprio per lei, l'uomo in questione vorrà morire e sprofondare.
Magari ha passato l'adolescenza a guardare film avventurosi, per poi farsela nelle mutande davanti ad un No, grazie.
Meglio quindi non rischiare e mandare degli input.
Che non impegnano mai.
Un invito a cena frettoloso, un like ad uno status di Facebook, un poke (ebbene si, esistono ancora i poke e gli uomini che li utilizzano), e se proprio proprio il tipo è un temerario, può commentare una nostra foto azzardando anche un complimento seguito da numero 2 di punti esclamativi.
Che fortunatissime, che siamo.
E pensare che gli uomini che rischiano, che lottano, che corteggiano, che ci dedicano canzoni e film, che cucinano per noi, li troviamo assolutamente irresistibili.
"E' un mondo all'incontrario", ha detto ieri mia mamma.
"Già!"
"Ma no aspetta. Che fine ha fatto quel bambino bellissimo che a 10 anni ti mandava delle lettere d'amore?"
"Ora è gay".
"Ah."


lunedì 16 giugno 2014

Siamo tutte Monica Lewinsky

Ci risiamo.
Puoi avere sterminato una famiglia, aver provocato una guerra, infangato il tuo buon sangue blu e fottecazzo. Ma se il tuo nome viene tristemente accoppiato a quello dell'uomo più potente della terra per una storia di pompini, sei destinata a portare una lettera scarlatta grande come la tua umiliazione, per tutta la vita.
Mrs. Clinton è la favorita alla corsa presidenziale del 2016 e dai dossier rispuntata il nome che meno di 20 anni fa fece tremare le casalinghe disperate di mezza America: Monica Lewinsky.
Se è vero che in Italia diventi famosa grazie a coloro con cui dividi il talamo, nell'ipocrisissima America ti potrebbe costare la vita.

Monica ha 22 anni. Viene da Beverly Hills, il quartiere di Dylan, Brenda e Kelly, che tra triangoli, flirt, vaffanculi, e tradimenti hanno incantato una generazione di ragazzine sognanti.
Si è laureata da poco e il suo primo impiego è come stagista alla Casa Bianca.
Il mio fu come fotocopiatrice volontaria in un ufficio di 5 metri x 3.
Si capisce che la ragazza non è scema.
Ma è una peccatrice. Una sgualdrina puttana che si azzarda a mettere gli occhi su un uomo sposato.
Come se fosse la prima della storia, la strega da bruciare sul rogo, la Eva che mangiò una cassa di mele proibite.
Si infatua dell'uomo più potente del mondo che la lusinga, la corteggia, le dà una speranza.
Monica ci casca con tutti e due i piedi, e più precisamente atterra in ginocchio.

Le altre donne ovviamente avrebbero resistito. Avrebbero detto No, thanks Mr. President.
Avrebbero rifiutato, in un'età in cui si aspetta il Principe Azzurro con una determinazione da legionario romano, non ci avrebbero creduto a quella favola rosa, la loro moralità sarebbe venuta prima dei marci istinti primordiali.
Ci crediamo tantissimo.

Monica confida la liaison a un'amica che la registra e spiffera tutto ai servizi segreti.
L'amica merda ce l'abbiamo avute tutte. La nostra però avrebbe raccontato con lingua feroce dei nostri accoppiamenti alle vicine di ombrellone, non al mondo intero.
Avrebbe aggiunto qualche capriola, qualche Vai così baby che mi piace, qualche pozione acrobatica impraticabile.
A Monica hanno distrutto la vita con dettagli osceni, e chissenefrega se erano veri.
Fine della sua vita.
Inizio dello show mediatico più sessualmente esplicito della storia, più invadente addirittura di quel Vorrei essere il tuo tampax, del principe Carlo.
Il Presidente è obbligato a scusarsi in pubblico come se il suo pisello fosse di dominio nazionale.
La moglie è fotografata con la testa bassa forse a pensare Avrei dovuto fargli due pompini in più.
Ma nel circo della nefandezza tramutata in informazione l'unica che viene distrutta è lei.
La ventiduenne, ormai ventiquattrenne.
La stanza ovale viene soprannominata stanza orale.
La stampa si accanisce su quei fianchi un po' larghi, sui chili di troppo e sulla sua bellezza non da copertina.

L'America è shoccata.
Ma non del fatto in sé, ma dell'idea che l'uomo più potente della terra abbia scelto come concubina una ragazza normale.
Se Bill si fosse fatto fare una fellatio da una playmate, lei avrebbe ottenuto ingaggi d'oro. Magari un film, magari un reality, magari la conduzione di un programma tutto suo.
Sarebbe diventata la migliore amica di Oprah e palpeggiata in segreto da Ellen DeGeneris.
Ma no. Monica è terribilmente normale. Insipida. Sicuramente ha la cellulite. Ha fatto vergognare pubblicamente la moralissima Casa Bianca. Deve essere punita.
Foto sue orribili fanno il giro del mondo, in un'epoca in cui i Social non esistono ancora.
Quelle foto che noi faremmo cancellare all'istante dallo smartphone stronzo che ce le ha scattate. Noi che abbiamo il potere della nostra immagine. Lei che non ha il potere neanche più di andare a fare la spesa.
La satira si imbizzarrisce.
Monica all'epoca dei fattacci era consenziente. Quindi si merita la gogna. L'America vuole lo stupro per essere dalla sua parte.
Bill viene processato e perdonato, perché lui, il maschio dominante, non deve chiedere mai.
Lei inizia un girone infernale di colloqui di lavoro che finiscono sempre in un Ci faremo vivi con inesorabili telefoni che non squillano mai.
Nessuno la assume perché si sa, lei è una pessima pubblicità, e il sogno americano è per gente perbene, non per sciacquette che si permettono di tenere per le palle il Presidente. 
Il sogno americano permette ad un analfabeta qualsiasi di creare un impero, ma stronca la carriera di una ventenne sessualmente nella media.
Lei sognava di sedurre l'uomo più importante della storia. Lui di vivere una misera avventura extraconiugale. Lui si è salvato. Lei è affondata.
Lei che lo guardava come ogni grande uomo meriterebbe di essere guardato.


Le donne la difendono in silenzio per poi tenere comizi sull'integrità della famiglia.
I suoi vestiti vengono setacciati per trovare traccia di sperma presidenziale.
In un'età in cui una ragazza dovrebbe raccontare a 14 amiche di quel tipo carino con cui si è chiusa in ufficio, lei deve Confessare a 140 giornalisti i dettagli di quella passione.
Viene chiamata Monica la pazza. Monica l'instabile, Monica l'Altra Donna.
Ma vaffanculo, va. Vaffanculo democratica America. Vaffanculo repubblicana America.

In un'epoca in cui Miley Cyrus si masturba anche sui palchi delle sagre pur di avere un follower in più, riemergono i fascicoli di Monica.
Si riapre la caccia alle streghe perché se Hillary andrà al potere per lei inizierà un altro inferno.
Lei che ha 40 anni e una vita distrutta.
Perché ha avuto il coraggio di restare in una nazione dalla quale io sarei fuggita.
Lei che viene ancora, dopo 19 anni, additata come la meretrice.
Lei che non ha fatto nulla di cui doversi vergognare.
Bill che si è approfittato di una ragazzina non pensando alle conseguenze. Lui, l'adulto, non ci ha pensato.
La moglie di Bill che ha la pubblica simpatia che si riserva alle cornute.
Monica che è da sola.

Poteva accadere ad ognuna di noi una cosa del genere.
Perché l'uomo più grande piace.
Perché ci hanno insegnato a credere alla favola che un giorno avremmo trovato un uomo meraviglioso.
Perché il potere è da sempre l'arma di seduzione per eccellenza.
Perché un pompino a 22 anni l'abbiamo fatto tutte, con il privilegio di non essere sbattuto
in mondovisione.






giovedì 29 maggio 2014

TrombAmico si, AmicoTrombo no, grazie.

Avere amici maschi è bello.
Avere amici maschi eterossuali è bello.
Avere amici maschi eterosessuali sgnaccheri è bello.
Avere amici maschi eterosessuali sgnaccheri con cui ci vogliamo accoppiare selvaggiamente, è una traggggedia.

L'AmiConfiEtero differisce dall'amico gay per diversi fattori, tra cui la riluttanza nei confronti di frasi come:" Amore oggi sei f-a-v-o-l-o-s-a. Con questo vestito di Ferrè anno 1998, avorio opaco, sei di una bellezza stellare. Ne ha indossato uno simile Naomi, prima che diventasse sociopatica".
Va anche detto però, che il GayFriend ti fa sempre sentire bellissima. Che è un notevole vantaggio.



L'amico etero però ha un ruolo socialmente più utile. Dà pareri sinceri sulla bruttezza del nostro cane, è in grado, con un'ammirevole dignità, di dirci che con le ballerine sembriamo elefanti con caviglie alla Maradona, ammette pubblicamente che con le abilità che ci ritroviamo potremmo governare il mondo, e che no, quel tipo con cui stiamo uscendo non fa per noi.
E' quello che se gli chiedi: " Mi sta meglio la coda o la treccia?", Ti risponde Perché, c'è differenza?
L'AmiConfiEtero è quello a cui raccontiamo praticamente tutto. Ed è quello che dice farsi come: "Se non te la lecca, mollalo".
Pragmatico. Concreto. Solido. Fottutamente maschio.
E ovviamente scopabilissimo.
Perché se con l'amico gay sai benissimo che se anche ti mettessi la maschera di Pirlo, lui ti troverebbe comunque troppo donna per i suoi gusti, con l'amico etero le cose si complicano.

Di recente la mia amica G. è venuta in lacrime a casa mia dicendomi di aver fatto ubriacare il suo migliore amico, per poi passarci una notte assolutamente rock'n'roll. Lei è stata sopra, che fa molto femmina alfa. (Lui probabilmente era svenuto in coma etilico).
Mentre lei sognava case nella prateria, un balcone pieno di fiori, e 3 bambini dagli occhi blu, lui scappava più veloce della luce.
"Hai fatto una minchiata lo sai?"
"Vanity Fair ha detto che avere un TrombAmico è la soluzione ideale per le single trentenni".
"E da quando Vanity Fair si è sostituita al tuo psicanalista? Ma soprattutto. TrombAmico si, AmicoTrombo no."
"Eh? Padova si evolve troppo in fretta."
"Appostosiamo".

Il TrombAmico è quell'uomo magnifico che chiamiamo quando ci sentiamo sole.
E' quel tipo di Pisello che sappiamo benissimo che farci un giro in giostra non implicherà MAI una relazione.
Di solito infatti ha un carattere di merda.
E' della Vergine e noi del Cancro, e si sa, il connubio non promette nulla di buono.
E' quello fidanzato (si, non si può, ma fotte).
E' quello allergico alle relazioni.
E' quello che non ci paga mai la cena. Sempre 50 e 50.
E' quello che sta sul culo alle nostre amiche. Insomma.
Fidanzato no, trombamici piùchevolentieri.
Io ne ho avuti due contemporaneamente, per circa 3 anni. Avevo la pelle liscia, non mi incazzavo mai, sessualmente ero tra la Fabbrica di cioccolato di Willy Wonka e il Paese delle Meraviglie, non dovevo pulire per due, cucinare per due, fare la spesa per due, ma quando un pensile della libreria mi abbandonava, lui accorreva.

Per quanto riguarda L'AmicoTrombo non ho grande esperienza. I miei amici maschi sono tutti gay,  scelta fatta con grande- e inaspettata- saggezza, vista la mia propensione gagliarda ad innamorarmi di qualsiasi uomo al primo Sei libera stasera?
L'AmicoTrombo fa parte di quella categoria di amici con cui si va in vacanza, si inizia a raccontar loro quanto siamo sfigate in amore, quanto l'ex non capisse il nostro Io Profondo, quanto siamo indipendenti e arrapanti, fino a che non ci immaginiamo a rotolare con lui sui covoni di fieno.
E lì parte la fregatura. Perché iniziamo a sognare.
E noi donne siamo da Oscar in quanto a film mentali.
E' così meraviglioso come amico, chissà come sarebbe, come papà (dei nostri figli, non nostro).
Cucina talmente bene. Già ci vedo a fare l'amore davanti al camino, con in mano una Sacher Torte.
Quella camicia gli sta perfetta. Con il vestito da matrimonio sarebbe uno spettacolo.
E giù così.

In più lui non ci facilita il compito perché:
Ci conosce bene e sa cosa ci piace, e in che misura.
E' nostro complice.
Ci fa ridere e divertire.
Piace alla nostra mamma.
E il rotolarsi sui covoni diventa reale. In un letto. Probabilmente a luci spente. Senza musica dolce in sottofondo. Senza la magia del giorno dopo.
Perché il giorno dopo probabilmente saremo entrambi così imbarazzati da non riuscire a guardarci in faccia.
E i trip mentali si raddoppieranno magicamente.
- Mi ha chiamata per vedermi perché gli piaccio, o perché deve raccontarmi chi si è fatto ieri sera?
- Ha detto che oggi sono carina. Ma carina tipo Mi ti scoperei contro un palo, o carina come sua sorella alla prima comunione?
Amicizia rovinata e un uomo ancora single su piazza.
No Good.

Però siccome non mi innamoro del mio confidente da quando ho compiuto 15 anni, forse le cose sono cambiate.
Magari è davvero possibile essere amici e poi fidanzati felicissimi. Boh.
Ci terrei tanto a sapere il vostro parere.
Perché si sa. Un AmiConfiEtero è sempre dietro l'angolo, e non si sa mai che in futuro io non ne incontri uno con cui rotolarmi per davvero sui covoni di fieno.


martedì 6 maggio 2014

Ego maschile. Attenzione, merce fragile.

Qualche anno fa, in una Milano gagliarda e molto assonnata, lessi da qualche parte la differenza tra la donna puttana e la donna mamma.
Ora, poiché all'epoca ero quasi iscritta agli Alcolisti Anonimi, può darsi che non ricordi proprio benissimo il testo, ma il significato era più o meno questo.
Agli uomini piacciono quelle un po' mignotte. Nel senso che amano quelle che a letto se la spassano, mentre hanno il terrore delle femmine che si improvvisano mamme.
E fin qua, potevo dirlo anche io.

Il problema è quando tu vuoi tanto essere una prostituta, ma lui ti impone di fargli da mamma.
Lavoro in un ufficio di quasi sole donne e i racconti si sprecano.
Uomini che non si portano via neanche il piatto della colazione, a cui devi ripetere mille volte di darti una mano in casa, e poi i bambini, il cane, il bucato, il giardino e la suocera.
Come si fa a mantenere il rapporto vivo se hai una donna che ti sgrida con farsi come "Ti sei dimenticato il latte? Ma cazzo! Quante volte devo dirti che il latte non può mancare, che poi mi vengono le ossa fragili e mi sbriciolo sul marciapiede. Sei proprio un coglione"
Come si fa a mantenere il rapporto vivo quando hai un uomo che ti ha momentaneamente confuso per la sua colf ucraina?

Io in fatto di relazioni ho la stessa esperienza che ha un asino nel diventare unicorno, ma qualcosa nella mia patetica voglia di capire il genere maschile, l'ho imparata.
La passione è qualcosa che si alimenta da sola. Ed è quella cosa che trasforma una donna, da mamma rompicazzo, a prostituta magnifica.
Ma per mantenerla occorre usare qualche trucchetto da megera degli anni '50.

1. Gli uomini non vanno mai demoliti. Lo so che abbiamo voglia di spaccargli il tavolino in testa e vedere quanto ci mettono le schegge di legno ad arrivargli al cuore ed ucciderlo di morte brutta. Lo so. E' un pensiero normale. Ma se iniziamo a dirgli che non capisce un cazzo, che è un incapace, che il nostro cane avrebbe montato la libreria Billy meglio di lui, che il quadro manco se fosse stato bendato avrebbe potuto appenderlo così storto, il suo ego diventerà minuscolo. E per risollevarlo cercherà qualcuna che gli dica quanto sia forte, macho e prestante.


















2. Se ci riuscite, incoraggiatelo. Avete presente i bambini? No. Neanche io. Avete presente nei film dove ci sono i bambini che fanno dei disegni di merda ma la mamma dice loro che sono stati bravissimi? Ecco. I bambini fanno due robe orizzontali e due verticali che dovrebbero rappresentare gli arti, e una testa oscena. Di solito è a forma di uovo. Una mamma non andrà mai dal suo pargolo a dirgli "Ahahah! Ma sei ritardato? Cazzo è sta roba? Un occhio? Ma se sembra un'anguilla. Se non sei capace, fai altro perdio!". No, ovviamente. La mamma accarezzerà la manina grassoccia all'infante rassicurandolo sulla possibilità di essere il nuovo Picasso. Con gli uomini è più o meno lo stesso.
"Occristo! Hai appeso una presina da cucina al muro usando solo lo scotch e 45 viti! Ma che bravo, che maschio! ".
Dite ad un uomo che ha fatto un ottimo lavoro e lui avrà sempre il pisello duro.

3. L'amore per la condivisione. Se per le donne il termine condivisione rappresenta la condivisione della vita, del ruolo genitoriale, della luna di miele, della quotidianità magica, per gli uomini il termine condivisione ha un altro significato.
Amano condividere con noi tutti i rumori provenienti dal loro corpo.
Si sa, dietro ad ogni grande uomo, c'è sempre una grande donna, che probabilmente scalpiterà e morirà, come se fosse all'interno della fogna di Calcutta.
Ma sempre seguendo l'esempio della mamma con il bambino, quando vi farà sentire l'odore delle sue  scoregge, non dovrete rimproverarlo, perché è effettivamente un maiale, ma dirgli: "Evviva, che gioia non ho mai sentito una fragranza così buona come il tuo eau de culò". 




















4. Se qualcuno vi dice che la passione si alimenta se voi, donne moderne, sarete sempre sexy e ammiccanti, mandatelo affanculo.
Se lui ha voglia di fare all'amore con noi solo perché abbiamo un intimo figo invece delle mutande post ciclo, o le gambe depilate, invece che una riproduzione in scala 1:1 della Foresta Amazzonica, non è vero amore.
Suggerisco che l'importante sia prendere l'iniziativa. I miei amici uomini si lamentano sempre che le donne a letto non prendono mai l'iniziativa. Che devono essere sempre loro, i maschi, a cominciare e che questo non si sposi con le loro fantasie sessuali, ma con l'idea che siamo delle mammine, e non delle prostitute.
Ci vorrebbero più audaci, ma non troppo che poi si sentono in difetto e fanno cilecca. L'equilibrio è la chiave di tutto. Chiaro, no?

5. Non chiediamo agli uomini di fare cose di cui non sono in grado. Se non sanno cucinare, inutile chiedergli manicaretti elaborati che vadano oltre l'uovo bollito, perché faranno una merda immangiabile e noi ci arrabbieremo tantissimo.
Meglio capire su cosa siano portati e puntare su quello.
Il toast che vi farà sarà il più buono che abbiate mai mangiato in vita.
L'insalata come la toglie lui dal sacchetto, nessuno mai.
Come apre le scatolette di tonno, manco Ercole.
Come mette sulla piastra quel pollo che ha tirato fuori dal freezer 8 giorni fa, ed ora è verde, solo lui.

Avanti così.
Poi chiamate un'amica e andate a sfondarvi di fritti e cose buone, onde evitare conati di vomito fino a sera.

Alla fine l'unica cosa importante è mantenere l'ego maschile alto, così non sarete mai mamme ma sempre prostitute.
Se ci riuscite, spiegatemi come si fa. Io e la mia sensibilità da Caterpillar ve ne saremo grati.


giovedì 27 marzo 2014

Ode al sesso occasionale!

Oggi mi sento Martha Stewart.
Anche se le mie forme ricordano più la Clerici de noartri.
Quindi ragazze.
Prendiamo una pirofila da forno. In una bacinella a parte amalgamiamo 3 bicchieri di vino rosso. Un Mojito. Un Long Island. E una tequila. In questa sequenza, che se cambiate l'ordine degli addendi il risultato diventa un casino.
Nella pirofila mescoliamo un condom, un pizzico di coraggio, un ragazzo che si presenti bene, e della lingerie da urlo.
Uniamo il tutto. Mescoliamo per un'ora circa.
Ricetta perfetta per una scopata a random.

A Padova, città che mi ha generosamente dato i natali, la situazione è la seguente.
Incontri uno. Che in realtà incontrare è una parola grossa. Tu già lo conoscevi. Dall'infanzia circa.
A Padova i rapporti si consolidano all'asilo, e tu, già agli albori del tuo cinismo puerile, saprai ogni cazzo personale di qualsiasi umano abiti a meno di 30 chilometri da te, ancor prima di averci bevuto un caffè.
Dicevamo. Conosci uno. Che a sua volta conosce tutta la tua cerchia di amici e familiari.
Per questo motivo la facciata delle padovane è degna della piramide di Cheope.
Impeccabili nei modi e nell'abbigliamento, si presentano tutte come vagine irreprensibili.
La reputazione in questa città è fondamentale.
Perché se per caso ti sogni di dire ad alta voce che fare sesso occasionale in realtà è una figata, e che forse nel 2014 si potrebbe anche essere un pelo open-minded, arriverà una vergine magra e vestita da dio, che ti inchioderà alla fronte una lettera scarlatta. Glitterata però, che fa sempre modernità.

Quindi io sono qui, in nome di tutte le donne promiscue dei piccoli borghi, a dire che il sesso fatto a caso, è la prima meraviglia del mondo moderno.
Siamo donne d'istinto e di pancia. Quelle che ragionano sempre dopo, ma si proteggono sempre.
Quelle che odiano i moralismi e le sovrastrutture.
Perché se vi piace uno e aspettate 3 mesi prima di andarci a letto, e poi il sesso fa cagare, come la mettiamo? A noi non capita mai. Perché in 3 mesi siamo in grado di cambiare lavoro, traslocare, e iniziare la seconda relazione amorosa. Mica abbiamo tempo di aspettare per dargliela a uno.

Questo non vuol dire essere dei mignottoni senza dio, ma essere un pelo razionali.
E qui parte la ramanzina.
1. Se una donna è consapevole che il suo corpo dà delle soddisfazioni, non è un mignottone.
2. Se una donna ama il suo corpo, non è un mignottone.
3. Se una donna vuole usare il suo corpo come più la aggrada, non è un mignottone.
4. Se una donna gioca con il suo corpo, non è un mignottone.
5. La masturbazione è cosa assai sana, e non fa di una donna un mignottone.
6. Se una donna sa cosa le piace, e decide di comunicarlo, non è un mignottone.
7. Se una donna parla di sesso apertamente, perché i suoi taboo si sono esauriti verso i 9 anni, non è un mignottone.
8. Se una donna pretende di essere trattata come vuole lei, non è un mignottone.
9. Se una donna ha una vita sessuale decente, non è un mignottone.
10. Se una donna ha delle fantasie diverse da fare la spesa il sabato, non è un mignottone.

Sia chiaro. Non voglio fare una guerra a tutte le vagi-psicoromantiche-incercadell'amore-radical-women presenti nella mia città e sul web. Ma io sono per il sesso 2.0. Condivisibile.
Quello di cui si parla, e si ride un casino.

Perché se noi donne abbiamo già mille paturnie innate, e gratuite- la cellulite, che no, non è una malattia, capelli poco luminosi come quelli di Elisa di Rivombrosa, peli superflui da grizzly anziano, sottoculo pronunciato come una tasca dei jeans, ernie da sollevamento di piselli e pisellini-, ci manca solo essere in paranoia per il sesso.
Che se fatto in maniera sicura è l'apoteosi della felicità.
E divertente.
E rilassante.
E ci fa bene all'umore.
E ci rende meno spacca cazzi.
E fa si che la nostra pelle sia più luminosa.
E ci fa eliminare tossine marce.
Ed è sano.
Sano, signore e signori.
Innocuo.
Invogliante come una tortino al coccolato con il cuore morbido.

Fatemi salire su questo cazzo di pulpito per dire alle donne di essere leggere.
Che nella vita occorre divertirsi, senza mai perdere la stima di se stesse. E vi garantisco che il sesso, fatto con la testa, non solo non vi farà vergognare di voi stesse, ma vi aumenterà l'ego a dismisura.

Fatemi salire su questo cazzo di pulpito per dire agli uomini che la piantino di ergersi a padri fondatori pali in culo.
Che la donna che se la gode vi piace un casino. E che se questa donna è vostra madre, vostra moglie o vostra figlia, dovete solo andarne fieri.
Smettetela con questa schifosa e sessista distinzione tra donna da sposare e donna da scopare.
Perché se vi sposate con una che vi tromba solo a missionario, resisterete per 2 coiti e poi cercherete di meglio. E farete danni. A voi stessi, alla vostra donna e alla coppia.

Possiamo dire che avere una donna che vi scaldi il letto in maniera provocante, che indossi ancora le autoreggenti al terzo anno di fidanzamento, che si spogli con la luce accesa per farvi piacere, che non abbia paura di concedersi al di fuori del letto, può essere benissimo anche una provetta cuoca, una madre meravigliosa, e la nuora ideale?
Yes, of course.
Che deve finire questo cazzo di moralismo per cui una brava ragazza indossa le gonne fin sotto il ginocchio. Perché tanto sappiamo che poi vi girate a guardare quelle in minigonna.
E allora tanto vale che la ragazza in minigonna sia la vostra ragazza.

Che non si vergogna di se stessa e del proprio corpo. Anche se imperfetto. Anche se è stato usato.
Siamo donne.
Non perdiamo valore con il passare degli anni, né con l'aumentare dei partner. Non siamo automobili.
Noi il valore lo acquisiamo con il tempo e con la consapevolezza che abbiamo verso noi stesse.
Consapevolezza che aumenta con la pratica, con l'esperienza e con lo sfogo verso ciò che vogliamo fare.
Nel rispetto della nostra persona e dei nostri limiti.
Amen.


lunedì 24 marzo 2014

La verità, vi prego, sui limoni

Il mio primo bacio fu dato a 13 anni, in un sottoscala buio e polveroso del patronato.
Avrei dovuto capire che questo era un messaggio di Gesù che mi diceva che la mia vita sarebbe stata costellata da limoni di merda.
Il mio canino fu letteralmente stuprato, e il mio labbro inferiore fu colto da paresi per i successivi due giorni. Ricordo anche che rischiai un semi soffocamento perché il tizio aveva deciso di essere il protagonista di Esplorando il Corpo Umano, e la sua lingua doveva per forza arrivare al mio esofago.
Una cosetta deliziosa, per intenderci.
Ma ero giovane. E fiduciosa sul fatto che si potesse migliorare.
Lui non solo non migliorò, ma mi mollò per telefono esattamente 12 giorni dopo.

Quando il mio canino si fu psicologicamente ripreso dallo shock, decisi che bisognava per forza riprovare.
E divenni una vera e propria fan dei limoni.
Seguendo il pensiero altamente filosofico del Un limone non si nega a nessuno, e del Limonare fa curriculum, iniziai con mestizia e testardaggine questa attività per la quale nessuno mi avrebbe mai dato un centesimo.

Questo è l'anno dei 29, e le cose dovrebbero essere molto facili.
No. Ovviamente. Sennò mica lo scrivevo, questo post.
Certo, ho incontrato anche io grandi limonatori, di quelli che mentre baci le gambe ti tremano, quelli dei brividi dal collo al tallone, quelli che ti fanno bagnare anche i pensieri, ma va detto, la percentuale non è a loro favore. Quanta amarezza.

Quindi.
Vi scrivo cosa non va assolutamente fatto. Perché a quasi 30 anni, già è un mondo difficile. Già non sappiamo bene se sposarci o unirci al Circo. Già siamo indecise se telefonarvi e rivedervi, o farci chiudere la patonza con ago e filo per non cadere più in tentazione.
Anche che si limoni di merda no. Abbiate pazienza.
A quasi 30 anni abbiamo il sacrosanto diritto di ricevere dei baci decenti.

1. Avete una bocca. Non il tunnel del Monte Bianco. Non occorre aprirla e farci vedere quante carie avete curato dall'infanzia ad oggi.

2. Noi donne, creature soprannaturali quanto gli unicorni, respiriamo con 2 cose. Con il naso, e con la bocca. Se il vostro naso si appiccica al nostro e la vostra lingua ha decido che vuole esplorare il nostro cavo orale, noi diventiamo blu, e moriamo. Sappiatelo e regolatevi.

3. Ciucciare le labbra stile Pascale con il Calippo, va bene. Ma poiché non siete posseduti dallo spirito di un Folletto di ultima generazione, vi pregherei di non aspirarci la bocca. Perché fa vagamente cagare. Abbiate pietà. Ve l'ho già detto che è un mondo difficile?

4. Le mani che ci tengono la testa fissa contro la vostra faccia, crea panico. Asfissia. Claustrofobia.
E già che ci siamo, ne approfitto per dire che non è carino farlo manco durante la fellatio.

5. Labbra serrate stile criceto, nun se possono vedè. Magari anche pronunciate un pochino in avanti.  Deliziosi, davvero deliziosi.  Non siete ratti. Per dio.


6. Lingua stile vongola morta. Quando voi uomini aprite la vostra boccuccia e lasciate la lingua lì. Lì. In anestesia totale. Ci sono un tot. di terminazioni nervose che sarebbero felici di essere stimolate. Stimolatele. La lingua non vi cade se la muovete. Provateci. Magari vi piace.

7. I film mentali degni dei migliori premi Oscar.
Scena. Bar molto affollato. Parte un super limone. Con annessa zip del vestito magicamente giù, mentre lui con destrezza di un' orca in una vasca da bagno, cerca di slacciarci il reggiseno. Ehi, amico. Questo è il tuo film. Nel mio, imbraccio un fucile e ti faccio scoppiare quella testa piena di pensieri maiali. Stai calmo, please.

8. Avete presente quando da bambini disegnavate le bocche, che erano sempre un po' spostate rispetto alla realtà? Poiché ora avete 30 anni e non 4, doveste avere capito l'esatta posizione in cui normalmente si trovano. Baciate la bocca. Non lo zigomo, il naso, il mento, perché lasciatemelo dire. Avere uno che ti lecca il fondotinta, è rivoltante. E anti estetico. Per noi.

Noi donne siamo quasi semplici. Ci piace l'happy ending.
Non ci aspettiamo che un limone corrisponda al Vissero per sempre felici e contenti.
Ma neanche Che schifo, vomito.
Siate principeschi. Fateci stare bene. Ci basta anche solo per 10 minuti.
Poi si sa. Che una donna baciata bene, sarà una donna che si spoglia in fretta. Ricordatevelo.